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Vecchio 09-09-2003, 11.33.30   #8 (permalink)
bluemax
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Messaggio originale inviato da visechi
Prova ad immaginarti mentre un giorno rievochi fatti che ti hanno coinvolto.
Mentre lo fai vivi un ben determinato momento storico; in un momento preciso - un istante - della tua vita, evochi eventi trascorsi.
Il momento in cui evochi fatti avvenuti precedentemente al tuo atto di ricordare, è un punto che non è fisso, che scorre, che ora è qui, fra un secondo è trascorso.
Quando ricordi costruisci, o meglio ricostruisci avvenimenti già incisi nella tua vita in un momento fissato per sempre, tanto in termini di emozioni prodotte, che eventualmente si ripercuotono anche nel momento in cui ricordi, quanto in relazione al momento storico in cui i fatti sono accaduti: prima, non ora.
Tu, nel rievocare, hai ridato vita ad un periodo o un evento trascorso; questo evento, per convenzione linguistica, è comunemente definito PASSATO.

Il momento in cui eserciti la tua memoria, sempre per convenzione linguistica, affinché gli umani si comprendano, normalmente è denominato PRESENTE.

Nel corso dell'esercizio mnemonico che fai, può capitare che possa anche proiettare questi eventi trascorsi in una dimensione temporale di là da venire, ancora non verificatasi. Questa attesa o speranza rappresentata dalla proiezione, solitamente è definita FUTURO.

Il passato, il presente e il futuro sono le tre dimensioni costituenti un unico evento complessivo percepito dall'uomo come un 'continuo sequenziale', privo, cioè, di soluzione di continuità, nel senso che non si percepisce un momento di rottura preciso fra le tre diverse dimensioni.
Questo 'continuo sequenziale' rappresenta lo scorrere del TEMPO, in definitiva, il TEMPO che compendia in se, in un'unica definizione le tre dimensioni che lo compongono.

Prova ora ad immaginare di iscrivere queste tre dimensioni, questi tre diversi elementi in un'unica linea.
Immagina che questa linea perpendicolare rispetto al punto di osservazione, intersechi l'osservatore, nell'esempio te, in un punto preciso.
Potresti immaginare di definire questo punto d'intersezione PRESENTE.
Se dovessi volgerti alle tue spalle, osserveresti gli eventi trascorsi, che sono alle tue spalle; questi eventi sarebbero il PASSATO, costruito, anzi ricostruito dalla mente che evoca, ricorda.
Prova ora ad immaginarti mentre pensi a ciò che potrà ancora accadere; per far questo dovresti guardare avanti rispetto alla tua posizione; non vedresti nulla, ma presumibilmente spereresti in qualche evento prossimo o attenderesti il verificarsi di qualcosa (speranza ed attesa); questi eventi ancora non verificatisi sarebbero il FUTURO.
Il tutto iscritto in un ipotetico segmento che io, arbitrariamente, solo perché mi piace la definizione, chiamo 'linea degli eventi'.
Nella mia farneticazione, l'osservazione è reale, l'iscrizione degli eventi nell'ipotetica 'linea degli eventi' è figurativa, una metafora che secondo il mio parere rende bene l'idea, prova a tracciarla su un foglio bianco, il gioco dovrebbe essere utile per chiarire ancora meglio.
In sintesi, il PASSATO è costruito dall'atto di ricordare; il PRESENTE dal momento preciso in cui si vive (un attimo, un nanosecondo), quindi dalla vita stessa; il FUTURO dalle aspettative e dalle speranze.

Il TEMPO potrebbe essere definito, dunque, come un insieme di eventi concatenati iscritti ordinatamente e sequenzialmente in un'ipotetica linea il cui verso è sempre univoco e non controvertibile: difficile, infatti, immaginare che un evento possa verificarsi prima di quello che lo ha causato; la perlustrazione del cosmo non può che essere conseguente all'ideazione e costruzione di strumenti tecnologici adatti all'osservazione.

Siccome ho del tempo a disposizione e mi piace mettere nero su bianco le mie elucubrazioni, continuo dicendo che quanto precede potrebbe essere coerente con una visione non deterministica dell'esistenza, viceversa, una concezione deterministica potrebbe implicare che le tre dimensioni del Tempo (Passato, Presente e Futuro) siano compendiate in un unico concetto che le annulla e le trascende. Tutti gli eventi sono scritti nella storia contemporaneamente, per cui ne deriverebbe che, figurativamente, avremo non più una linea intersecante ma parallela a colui che osserva, una sorta di curva che, inglobando anche l'osservatore, si staglia parallelamente a quest'ultimo. Sarebbe, dunque, ipotizzabile che detto osservatore possa anche avere la capacità di leggere tanto il 'Passato' - in quanto trattasi di eventi già verificatisi - il 'Presente', perché vive quel preciso istante, e, novità delle novità, il 'Futuro' (divinazione), appunto perché già scritto nel grande Libro della Storia.
Immagina ora sempre il solito ipotetico segmento entro cui sono iscritti gli eventi, stavolta tutti contemporaneamente; per semplicità, mi piace definirlo 'orizzonte degli eventi', orizzonte perché è posto di fronte all'osservatore, e proprio come la linea dell'orizzonte, scorrendo da sinistra a destra, o viceversa, si presenta alla visuale in tutta la sua interezza.

Ciao e benvenuto.

e' fuori discussione che la tua idea riguardo al tempo e' non attaccabile. Il problema però riguarda noi che viviamo. Cosa e' per noi il presente se non una cosa che non esiste ?
per un qualsiasi osservatore, come tu fai bennotare, non c'e alcuna differenza tra presente e futuro (presente non lo metto apposta) ma per noi che viviamo sulla retta del tempo... ,dove il nostro punto che rappresenta il presente (ossia la nostra ESISTENZA) si sposta verso il futuro, sembra non esistere...

quando ESISTE adesso ?

nonostante tutte le leggi fisiche, tutti i calcoli matematici e tutte le teorie... ADESSO non puo esistere... e il tutto funziona proprio perche non esiste...

cosa e' dunque ADESSO se non un immaginazione di essere vivi ?


... ai matrix
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