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like nonsoche in rain...
Data registrazione: 22-09-2005
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Il mondo a testa in giù.
La potenza a denominatore nell’espressione della forza di Coulomb deve essere due. Né un’anticchia in più né una in meno. Sennò un bel casino. Tutta un’altra cosa. Vabbè una semplice altra cosa. Le coppie di materia-antimateria si dispongono come tanti petali intorno ad un nucleo, diventa un fiore un bel fiore, proprio un bel fiore. Mi è sempre piaciuto il suo profumo, la sua fragranza. E’ stata l’unica maledetta cosa a confortarmi, in assenza del resto. Ed ora? Ora pare ci sia io, ma quella fragranza è sparita. Sono sparite le autofunzioni dell’atomo di idrogeno, lunghe un intero rigo, gli elettroni che trattavo come tante pecorelle, forse si saranno risentiti e mi hanno abbandonato. Il vuoto, l’assenza al loro posto. Ma anch’esso è pieno di tante cose.
Il vuoto non esiste, così come non esiste nulla di pieno. Solo infinite sfumature tra gli opposti. I neutrini come li fermi quelli? Non se ne fregano un ***** loro, ti attraversano in un nulla attraversando ciò che per loro è il nulla, noi. E miliardi di fotoni colpiscono la mia retina in quest’istante. Segnali elettrici nel nervo ottico. E poi la magia nel cervello. Milioni, miliardi di neuroni. Sento proprio poche endorfine in questo momento. La forma è vuoto. La forma è vuoto. Eppure è una bella forma.
Screziavo d’infinito turbini di pensieri. Equazioni. Come caramelle. Overdosi. Ore 23:30. Che mai significherà il principio di indeterminazione di Heisenberg? Che tutto è maledettamente mescolato. Aspettando che il protone decada. E quando mai, è una parola! Non s’è mai visto! Viaggia antimateria nel mio cervello. Venite a cercarla qui, altro che confinare gli antiatomi. Qui c’è un anticervello che non può far altro che annichilarsi.
Che mai significherà che i corpi determinano la struttura dello spaziotempo? Che tutto è maledettamente collegato. Che tutto è uno. E dividiamo, dividiamo pure, dunque. Superconduttori ad alte temperature si mescolano con piccoli diodi ad equazioni di campo relativisticamente invarianti. Ed il nitruro di gallio chissà se ancora produce luce blu. Quel bellissimo blu. Elettrico. Tanto i dvd da 25 giga ancora non se li compra nessuno. Che ci facevo con la progettazione elettronica, io? Che ci facevo in quella sauna di stanza già ad aprile, con quelle amebe pelate? Al massimo so come oscilla un circuito RLC, cosa volete, cosa volete da me, cosa diavolo volete che ne sappia degli amplificatori operazionali!
Rinchiuso in una gabbia di Faraday. Si sta bene elettricamente scarichi. Schifato anche dagli elettroni. Ci respingiamo a vicenda. La massa non è energia, non lo è, come comunicarlo, accidenti? Il povero Boltzmann l’hanno fatto suicidare, il reale padre della quantistica, era debole, accidenti, contro quegli ******* d’accademici. Tutto era continuo, natura non fecit saltus. Il saltus lo fa eccome e dio gioca a dadi ed è pure un gran baro. Si diverte tanto secondo me. Ludwig, accidenti, e la tua entropia.
La Coscienza Cosmica sta alla verità tanto quanto il gatto sta a Schrodinger. Il vedantino. E Bohr il taoista. ***** spiegatelo per krishna, con un corso di filosofia insieme ad analisi I che non ne sapete una mazza. Ed invece no, da soli con il teorema dei tre carabinieri. Ognuno per sé e dio per nessuno. Mi piaceva l’odore dei metodi matematici al mattino, così come a Kilgore quello del napalm. Nient’altro che distruzione. Creazione e distruzione. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Ancora seguitano a ripetere questa pappardella. Vallo a dire ad un fotone che crea una coppia elettrone-positrone. Vaglielo a dire. Trovalo. Qualcosa avviene prima. Qualcos’altro dopo. Ed il tempo, che ***** è il tempo? Ogni ***** di teoria dice la sua e nessuno ne sa nulla. Ma forse nulla avviene prima né dopo, tutto viene creato e non creato ora, in quest’istante, ogni cosa. Ogni maledetta cosa, così nulla nasce, nulla muore, il fotone è sempre lì, giulivo della sua immortalità.
Nient’altro che parole. Solo parole spente per trastullarci in questo presente.
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