Da Piero Gribaudi,
Il Libro della Saggezza Interiore:
"Sei molto diverso da come ti pensavo ", disse un teologo a Dio quando giunse alla sua presenza.
"Perché, tu pensavi qualcosa di Me?" chiese Dio.
"Non avrei dovuto?".
L'importante è che tu non abbia forzato altri a pensarmi secondo il tuo pensiero".
"Forzato... ho cercato di convincerli".
"È la stessa cosa. La convinzione sposata al pensiero lo rende ancor più contagioso".
"Ho fatto male? Io credevo...".
Tutti credono di poter dire qualcosa di Me, che sono l'Ineffabile. Ma Io vengo colto in mille modi che nulla hanno a che fare col pensiero e la parola: l'istinto, l'intuizione, l'adorazione, la meraviglia, persino l'odio e la paura".
"Ma se tu hai dotato l'uomo di pensiero", azzardò a questo punto il teologo, "lo avrai pur fatto per qualche motivo...".
"Perché pensasse ai fatti suoi, non ai fatti miei".
"Ma l'uomo giunge a Te ragionando su se stesso!".
"Non gliel'ho chiesto io. Continua infatti a proiettare su di Me la sua ombra, oscurando la mia chiarità. Qualsiasi ragionamento umano, invece di aggiungere un grammo alla mia gloria, gliela sottrae. Io vengo conosciuto soltanto attraverso l'amore".
"Ma tu sai, mio Dio, quanti equivoci si nascondano in questa parola...".
"Nessun equivoco. L'infinita varietà delle forme d'amore, l'impossibilità di definirlo e giudicarlo, l'incalcolabile possibilità di esprimerlo sono tutti modi per accostarsi alla mia Realtà".
"Allora...".
"Allora, amico, quando ritornerai sulla terra, non penserai minimamente a Me. Cercherai solo di amare, così che gli altri, vedendoti, sentano Me, riuscendo a cogliere un grammo della mia sostanza".
