Discussione: mercati morali
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Vecchio 04-05-2002, 15.19.04   #24 (permalink)
VanLag
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Provo a chiarirmi. Forse, più che “capacità di adattamento”, richiede una capacità di dare fiducia all’evento che sta succedendo. E’ il famoso “qui ed ora” di origine orientale. Per tradurlo in parole occidentali direi: - se rimango nel momento presente lo vivo pienamente gustandone la fragranza. Se viceversa la mia attenzione è attirata dalla memoria o dall’anticipazione, perdo il momento presente e vado a vivere in un “non luogo” temporale ipotetico -.
Ancora…… in altre parole: vedi la vita come un insieme di fotogrammi sconnessi e disgiunti tra loro e non come un film. In quel senso fluisci in ogni fotogramma e dimentichi la trama del film. La trama è illusoria! E’ data dalla memoria che lega assieme gli eventi creando il senso di continuità e con esso il senso di identità.
Spero di non avere confuso di più la cosa, in ogni caso, se ritieni cercherò di essere più chiaro, anche se la materia trattata non è affatto facile.

La parte che scrivi sulla “sacralità”, dalle poche parole che dici non mi è molto chiara, soprattutto quando parli del “luogo mentale che ha fondato la sacralità dell'uomo nella sua dimensione spirituale”……. La riprendiamo magari dopo che hai letto il mio scritto….

Sempre grazie a te per l’interessante scambio…..
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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