Io credo nell’intelligenza della vita, della natura ma non voglio andare oltre definendo quel “demiurgo”. In quel grande libro che è “Il Profeta”, Gibran, secondo me, non ha sbagliato una parola. Egli dice:
“E se volete conoscere Dio, non siate solvitori di enigmi. Piuttosto guardatevi intorno, e lo vedrete camminare sulla nube, tendere le braccia nel bagliore del lampo e scendere con la pioggia. Lo vedrete sorridere nei fiori, e sulle cime degli alberi sciogliere carezze.”
Naturalezza, spontaneità, onestà intellettuale, realismo, è tutto ciò che posso fare per “recuperare” ciò che sono. Ma vedi in un certo senso questo è anche un inganno, perché ciò che sono, lo sono già e tutto quello che non va è quello che la società e la cultura/conoscenza mi hanno insegnato, nascondendo la mia reale identità. (Forse un po’ fumoso se non ci si è mai indagati in quel senso).
Getto la spugna fino a lunedì. Domani non credo che mi collegherò. Ciao e buona domenica….
