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Vecchio 02-12-2007, 23.26.00   #12 (permalink)
sentieroluminoso
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Annoto anche io con disappunto che recentemente si è utilizzato spesso il termine maschilismo attribuendogli significati ambigui, ormai nessuno più ha la presunzione di manifestare apertamente la superiorità dell'uomo sulla donna, tantomeno è riscontrabile più un comportamento esplicitamente ispirato a tale atteggiamento. Concordo con l'autore dell'argomento, sulla necessità di definire meglio il maschilismo, la nuova veste che la presunta superiorità dell'uomo sulla donna ha assunto, il restyling del marchio, il sessismo. Una definizione dizionaristica identifica il sessismo con la propensione ed abitudine a valutare una persona soprattutto sulla base del sesso cui appartiene; in particolare la tendenza a considerare inferiori le donne. Si diceva da qualche parte "se si sostiene che il mondo femminile è più irrazionale di quello maschile, si è maschilisti", lo stesso dizionario () identifica l'irrazionalità quale caratteristica di chi non è dotato di ragione. Traducendo l'enunciato su riportato "alla luce" della sua definizione usuale, l'assunto sarebbe che le donne si caratterizzano per una minore corrispondenza ai principi della ragione, che il mondo femminile sarebbe "per sesso" meno provvisto della capacità di ragionare con correttezza, secondo le regole della logica e del buonsenso.

Benchè già dalle tesi antiche si utilizzava distinguere l'uomo dall'animale (ma forse la donna no? ) per via dell'uso della ragione, è di recente (solo duecento cinquanta anni fa) con le idee di Rousseau che si è definito chiaramente il concetto di "libertà", quale capacità dell'uomo (e ovviamente della donna) di svincolarsi dal programma dell'istinto naturale e perfezionarsi. Contrariamente a quanto avviene per gli animali cui la natura assegna un istinto immutabile comune ad ogni specie, al punto che l'essenza particolare di ogni componente ne è totalmente determinata, nell'essere umano (donna compresa), nessuna essenza lo predetermina, nessun istinto o categoria lo imprigiona in modo tanto assoluto da non potersi svincolare. E' proprio dall'idea che esista una natura o essenza (come diceva Sartre) peculiare per ogni razza, o per sesso, che imprigioni completamente gli individui, che nasce il razzismo di cui il sessismo è un clone. Il/la sessista (spesso confuso con il/la maschilista) pensa che sia nell'essenza della donna, nella sua "natura", il fatto di essere sensibile più che intelligente, tenera più che coraggiosa, irrazionale più che logica, essendo convinto(a) che tutti gli individui di uno stesso gruppo condividano una medesima essenza. Ma nessun programma naturale può rinchiudere in modo assoluto l'essere umano, uomo o donna, è libero, indefinitamente perfettibile e mai totalmente ascrivibile a definizioni associate alla razza o al sesso.

Un appunto infine sulle leggi in vigore in materia di separazione e divorzio. L'8 febbraio 2006 (da quasi due anni) è in vigore la legge n. 54, disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli. Con la nuova legge (ma viene ormai applicata a tutti i casi di separazione da due anni) è stato capovolto il sistema in materia di affidamento dei minori, le nuove norme attuano in pratica il principio della bigenitorialità. In base a questo principio il giudice "valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori" (art. 155), viene cioè assegnato di norma il regime di affido condiviso, cui si può derogare in casi particolari ed opportunamente documentati. Anche in materia economica la nuova legge ha apportato delle innovazioni sostanziali, in base al nuovo principio di bigenitorialità e di affido condiviso, entrambe i genitori sono tenuti al mantenimento dei minori durante il tempo condiviso, se il tempo è egualmente ripartito, non sussiste più la necessità del mantenimento per i figli, che con l'affidamento unico invece era previsto. Pure per l'assegnazione della casa familiare, la legge di due anni fa ha introdotto notevoli innovazioni: "Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà." (art. 155-quater). Comunque è possibile dare un'occhiata al testo completo al seguente Legge n. 54 dell' 8 febbraio 2006
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