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Vecchio 03-12-2007, 09.23.31   #14 (permalink)
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 359
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
In un’ottica più militante chlobbygarl, invece, pur senza disconoscere la valenza manipolativa del termine ne giustifica la validità “….per far emergere tutta la serie di "privilegi" cristallizzati nella dinamica delle interazioni sociali a sfavore delle donne, misconosciuti e conseguentemente usati ad arte dagli uomini”.
Personalmente non trovo affatto ozioso mettere in discussione l’esistenza e l’effettività di tali privilegi (oggi, non nel passato remoto), anche se questo approfondimento meriterebbe, per l’ampiezza del tema, una discussione specifica.
.
iulbrinner, la battuta potrebbe essere che l'equivoco nel quale incorri ha tutte le stimmate del pregiudizio che ti viene contestato!Perchè io sono un maschio.

battute a parte, davvero non ho "ottica militante", o almeno non intenzionalmente.Nemmeno giustifico la "validità" del termine, semmai
cerco di definirne il referente oggettuale.

dire che non esitono privilegi di fatto a sfavore delle donne appare paradossale e in definitiva impossibile (soprattutto in Italia) se pensiamo che a parità di doti psicoattitudinali (non di rado, test alla mano risultano migliori...) le donne oggi continuano a conoscere un gap rappresentativo percentuale ed una caratterizzazione distributiva nella gerarchia professionale e politica
imbarazzanti.

trovo ozioso discutere tutto questo per semplice onestà intellettuale dunque e non per militanza.

che poi la contrattazione sociale tra i due sessi, pur osservando perdurante disparità, abbia determinato squilibri di segno opposto e ambiguità macroscopiche, soprattutto giuridiche, costituisce il segnale preciso e la conferma del vuoto culturale prima che politico in cui si è giocata la partita.

ma non è sufficiente a mio avviso elencare una serie di norme di legge
per fare pari e patta tra uomini e donne, ancora oggi.

sarebbe lo stesso errore compiuto dal femminismo, ma di segno opposto, cioè pensare di abolire e aver risolto la disuguaglianza per legge, come prima lo si era ritenuto possibile per rivendicazione sociale.

se tale disuguaglianza affonda le radici nella storia dell'evoluzione e nella differenziazione biochimica prima che nel costume "moderno",
appare utile approcciarvi intanto con la sua presa d'atto sostanziale, superando schermaglie intersessuali e difese d'ufficio del proprio orticello.

personalmente non temo eventuali sperequazioni a favore delle donne, mi preme invece partecipare alla costruzione di uno scenario in cui tali "sperequazioni" non siano atti di compensazione, che in tal caso non fanno che rimandare l'immagine di un sistema sociale squilibrato, ancora rigido e per nulla realmente garantista non solo dei diritti, ma delle possibilità reali e percentualmente apprezzabili che le donne devono avere di esprimersi appieno.

il dibattito è ora più di ieri eminentemente culturale e non mai formale, amministrativo e giuridico.L'ethos prepara il terreno alla ratificazione della lex, che interviene comunque parzialmente e in fisiologico ritardo.Se nel processo manca il primo termine
il corpus di leggi risultante apparirà spesso, come constati anche tu, asfittico e inadeguato a disegnare contorni plausibili cui riferirsi con pregnanza di significato.
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