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Vecchio 10-12-2007, 13.14.16   #24 (permalink)
iulbrinner
Utente bannato
 
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
premetto che butto là una pseudo provocazione che mi è venuta in mente leggiucchiando qua e là le varie discussioni, di questa ho seguito poco - lo ammetto.

E se maschilismo fosse ritenere autorevole solo il modo di pensare femminile che si avvicina al pensiero maschile sul modo di pensare femminile?

Citazione:
Ovvero:
chiedersi come sia qualcosa (non importa COSA) nella visione femminile.....
e rispondersi tra soli.... (al maschile dunque).... ostentatamente presumendo che una femmina sia omertoso/condizionata nel rispondere.... e vagamente incazzandosi per non essere stati lasciati.... tra maschi.... a discuterne

Nell’avvicinarsi al concetto di maschilismo nevealsole e donella manifestano diverse cose in comune:
la prima è che intervengono entrambe senza avere letto – o quasi – gli altri interventi (donella si è addirittura limitata alla domanda iniziale);
la seconda è che entrambe postulano la sussistenza di una distinzione chiara e fondativa tra i sessi che investe lo stesso “modo di pensare”, ossia un assunto che, se portato alle sue logiche conseguenze, le dovrebbe condurre entrambe a conclusioni completamente diverse sul tema in discussione.

Ciò premesso, fornisco la mia risposta ad entrambe.
Chi sarebbe, cara nevealsole, che conferisce patenti di autorevolezza nella vita? Esiste un organismo, un personaggio carismatico, una commissione o un comitato che stabilisce chi è autorevole e chi non lo è? Oppure l’autorevolezza è data, ordinariamente, da capacità universalmente o diffusamente riconosciute come tali?
Nel caso specifico - un’opinione intorno ad una determinata questione - non credi che l’autorevolezza consista nella capacità di convogliare consenso generale intorno ad un’idea, sulla base di argomentazioni fondate e verificabili, tali da essere persuasive e convincenti per chi le ascolta?
E non credi, quindi, che l’autorevolezza debba essere conquistata, nella vita, così come ogni altro traguardo di rilievo sociale?
O, forse, pensi – e qui rispondo, in parte, anche a donella – che una donna non debba “costruirsi” la propria autorevolezza con argomentazioni fondate, capaci di persuadere anche un uomo, qualunque sia l’argomento in discussione?
Perché – vedi donella – vedere del maschilismo in chi non la pensa come te e, invece di misurarsi sugli argomenti, starsi a lamentare del fatto che non la pensano come te, non è – a mio avviso – un modo autorevole di affrontare le questioni.
Se, poi, tu ritieni che le questioni al femminile non debbano essere avvalorate con argomenti adeguati ma debbano essere accolte ed accettate in modo acritico, allora l’autorevolezza non c’entra nulla. La validità di una posizione si autogiustificherebbe senza discussioni; una specie di atto di fede dogmatico.
Anch’io mi trovo a confrontarmi, su questo topic, nuotando come un salmone controcorrente rispetto alle posizioni generali. Ma, indipendentemente dal fatto che io sia o meno autorevole, non mi lamento se chlobbygarl (che, pure, è un uomo) o altri contestano le mie opinioni tacciandoli, chessò, di alimentare pregiudiziali antimaschili; controbatto questo dissenso con le mie idee e tento di dimostrarne la fondatezza.
Oltre, certo, non posso (né voglio) andare ma, personalmente, sono convinto che alla lunga sono le idee migliori ad emergere; non chi le sbandiera con foga, con impeto discorsivo, con fanatismo ideologico o accampando presunte posizioni pregiudiziali dell'interlocutore (non c’è alcun riferimento ai partecipanti – è una considerazione di ordine generale). Solo chi le ha migliori, più fondate, delle altre, com’è sempre avvenuto nella storia degli esseri umani, e così dovrebbe essere, a mio avviso, anche per le donne.

P.S. - Un parziale buon esempio di opposizione sui contenuti (solo in parte sui contenenti) è dato da sentieroluminoso, che invoca giustamente dati, cifre e riscontri oggettivi (magari lasciandosi andare a qualche giudizio di valore sulla asserita bizzarria del mio vocabolario, che lei evidentemente non condivide...). Le risponderò quanto prima; al momento credo sia utile, per chi fosse interessato alla discussione, seguire i link che lei stessa indica, dove potrà trovare come sentieroluminoso abbia omesso di riportare elementi significativi che fotografano una situazione un pò diversa di quella che lei (lui?)interpreta; ad esempio, che il 90% degli affidi congiunti riguarda solo "la prima fase dei divorzi e delle separazioni conflittuali". Nelle fasi successive la situazione è differente, ma mi riservo, appena avrò il tempo sufficiente di supportare con dei dati la questione, di metterla/o al corrente.
Anche la sentenza di Bologna è illuminante in materia; invito davvero chiunque a leggerla....grazie sentiero, a più tardi.
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