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Vecchio 17-12-2007, 15.09.15   #39 (permalink)
iulbrinner
Utente bannato
 
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Forse, infine, Iul non è maschilista, ma solo presuntuoso, perché da come scrive emerge che la verità debba essere quella proposta da lui
(nevealsole)

Io credo, invece, che non esista alcuna verità in materia, neanche quella che, secondo te, sarebbe sancita da “convincimenti di massa” che coinvolgono “i migliori cervelli femminili presenti in Italia …. ed anche alcuni cervelli maschili”.
Esistono interpretazioni della realtà (come ci ha insegnato Nietzsche, se non ricordo male) le quali possono essere più o meno attendibili sulla base di un unico, fondamentale, criterio di massima:
la loro maggiore o minore aderenza ai fatti verificabili che ne possano accreditare o screditare la fondatezza.
L’interpretazione ideologica della realtà (sulla quale, tempo permettendo, proporrò uno specifico 3d per l’importanza di una specifica riflessione in merito) è quella che focalizza l’attenzione solo su alcuni aspetti della realtà, rimuovendo completamente tutti gli altri aspetti che non confermano l’ipotesi valutativa di partenza.
Evidenziare questo gravoso e deformante limite argomentativo mi sembra un’operazione di trasparenza sui metodi del confronto dialettico, fermo restando che ognuno può guardare alla realtà con lo sguardo che preferisce e con l’onestà intellettuale di cui è capace (ogni riferimento è puramente ed assolutamente casuale).
Per verificare come si possa guardare alla stessa situazione con interpretazioni differenti, ti dirò, ad esempio, che a mio avviso la Clinton oggi “sfrutta” – “approfitta” della notorietà raggiunta come first lady e, in questo, è largamente avvantaggiata rispetto a molti altri potenziali candidati che non hanno goduto di analoga popolarità.
Modi diversi di guardare alla stessa cosa; io mi tengo il mio, tu ti tieni il tuo e nessuno è scontento.

Insomma, io propongo la mia interpretazione della realtà - non verità rivelate - e tento di avvalorarla riportando argomenti che reputo verificabili e sui quali la discussione è aperta; c’è chi - come te ed altri - propone interpretazioni della realtà sic et simpliciter, senza misurazioni effettive sui fatti.
Infatti, tu osservi che…
Citazione:
La mia personale visione del maschilismo lo individua nella subordinazione del mondo al pensiero logico maschile, ed alle leggi economiche, tanto care all’uomo (maschio).
Posizione, questa, non molto dissimile da quella espressa da chlobbygarl in precedenza, alla quale ho contrapposto alcuni argomenti che potrai leggerti per tuo conto, senza che mi produca in inutili ripetizioni.
Ciò che mi sembra utile sottolineare è che sono ancora in attesa di un’interpretazione dei fatti (non utopica, ma dei fatti) alternativa a quella che io ho proposto a lui, nella circostanza.
Allo stesso modo sono ora curioso di sapere da te quale sarebbe la “logica maschile” che farebbe girare il mondo; in cosa consisterebbe, in concreto, e, soprattutto, in cosa consisterebbe la logica femminile che dovrebbe prenderne il posto.
Come ho già scritto, se qualcuno saprà indicare concretamente come sia possibile eludere i criteri della competitività dall’economia e dalla politica, conservando pari livelli di benessere e di democrazia, sarò il più convinto sostenitore di queste idee.

Per quanto riguarda l’autorevolezza delle donne in politica, ti ripeto ancora una volta che, secondo me (e tu rimani tranquillamente di diverso avviso che non succede proprio nulla), l’autorevolezza è un traguardo di rilevo sociale che va conquistato e non può essere postulato a priori in relazione al sesso; così come considero Tizio un idiota e Caio una persona autorevole, allo stesso modo potrò considerare Tizia un’idiota e Caia una persona autorevole in ragione di ciò che dicono e fanno.
Sulle alternative che si offrono ad una donna nel governo economico della coppia (mai sentito parlare di “governo economico”, semmai di condivisione economica), a me risulta che la lavoratrice – oggi figura enormemente prevalente rispetto alla casalinga - non si inserisce nel mondo maschile ma in quello lavorativo; credo tu abbia in mente, al riguardo, più l’Italia degli anni ’50 che non il presente. Ma anche questa è un’interpretazione.

Ma, senza stare a sindacare punto per punto le tue osservazioni, la tua deduzione finale è, appunto, che il mondo siffatto è strutturato in forme maschiliste, perché le “regole del gioco” sono inadatte alle possibilità di impegno femminile.
Bene.
Sono curioso di sapere come debba essere modificato il mondo per renderlo più a misura di donna senza alterare l’intero sistema con conseguenze impreviste ed imprevedibili.
Sono, ancora di più, curioso di conoscere a quale sistema di vita – realistico – dovrebbe dare luogo una partita disputata tra concorrenti che dovrebbero correre legati e bendati, per favorire le concorrenti che non ce la fanno a stare al passo.
In assenza di una prospettiva chiara che tenga conto di tutte le ripercussioni sul piano economico, sociale e politico di un simile artificioso mutamento, delle nuove discriminazioni a danno maschile che comportebbe, tutto ciò che tu identifichi come “maschilismo” per me continuerà ad essere soltanto la struttura portante della realtà per come la conosciamo (e della quale godiamo, in misura diversa, tutti quanti)….e l’utilizzo del termine maschilismo per qualificare ciò che non agevola le donne, un comodo alibi ideologico.
Ma, ancora una volta, anche questa è la mia interpretazione dei fatti.
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