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Vecchio 17-12-2007, 17.54.08   #40 (permalink)
nevealsole
NeveLaSole
 
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la mia interpretazione della tua interpretazione

Io credo, invece, che non esista alcuna verità in materia, neanche quella che, secondo te, sarebbe sancita da “convincimenti di massa” ...
Esistono interpretazioni della realtà ... le quali possono essere più o meno attendibili sulla base di un unico, fondamentale, criterio di massima:
la loro maggiore o minore aderenza ai fatti verificabili ...


In un precedente intervento scrivevi...

Oppure l’autorevolezza è data, ordinariamente, da capacità universalmente o diffusamente riconosciute come tali?
...non credi che l’autorevolezza consista nella capacità di convogliare consenso generale intorno ad un’idea, sulla base di argomentazioni fondate e verificabili, tali da essere persuasive e convincenti per chi le ascolta?
...


Allora sostituisco "verità in materia" con "autorevolezza in materia". Seguendo il tuo ragionamento, la mia opinione, visto che ha ottenuto consenso (grazie Donella ) parrebbe autorevole...

Mi limito, comunque, ad elencare una serie di privilegi goduti attualmente dal mondo femminile, in chiave sociale, cui non mi sembra corrispondano altrettanti agi per gli uomini:
- il sistematico affidamento dei figli alla ex moglie in caso di separazione;


tendenza che sta cambiando, d'altra parte se tu lavori 12 ore al giorno e tua moglie sta a casa oppure ne lavora 6 non vedo a chi dovrebbero essere affidati i figli. Forse ai servizi sociali?

- l’assegno di mantenimento alla ex moglie (oltre agli alimenti per i figli) in caso di separazione (ossia la trasformazione del matrimonio in un’assicurazione al mantenimento per le donne);

Falso. L'assegno di mantenimento è a favore del coniuge più debole. Non vuoi pagarlo? Fatti licenziare: se tua moglie lavora sarà costretta a pagarlo a te.
L'assegno di mantenimento, che presuppone non vi sia addebito della separazione a carico del percepiente, è concesso solo in situazioni di disparità economica tra i coniugi e serve per consentire il mantenimento del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. L'assunto implicito è che alla economia della coppia si contribuisce entrambi, con forme di lavoro differenti (es. se tua moglie si occupa dei figli mentre tu scali la vetta della società in cui lavori, alla tua realizzazione ha contribuito anche lei. Non è la mia opinione ma quella dei giudici). Ci sono modi per evitarlo: lavoro di entrambi, separazione dei beni. Sinceramente nella normalità delle unioni (lavoro impiegatizio full time stipendio 1000/1500 al mese di ciascuno dei membri della coppia) sono pressoché scomparsi. Se ti riconosci nella categoria descritta e lo stai pagando: cambia avvocato.


- l’assoluta negazione di qualsivoglia diritto agli uomini in materia di natalità;


vero, il motivo però è che nel nostro ordinamento l'aborto è consentito solo quando vi siano pericoli per la salute della donna (psicofisici), sebbene il modo in cui la legge viene applicata e la disinformazione fanno sì che pochi ne siano a conoscenza.

- la negazione al diritto al disconoscimento della paternità (contro il disconoscimento della maternità che è in vigore sin dagli anni trenta);

non del tutto vero. la paternità si può disconoscere, specie grazie all'esame del DNA, bisogna solo tener d'occhio i limiti di tempo per esercitare il diritto.

- le differenze nell’età pensionabile, con i noti vantaggi al femminile;

discriminazione verso la donna che al raggiungimento dell'età pensionabile ancora si senta in grado ed abbia voglia di lavorare.

- l’alleggerimento dei cicli formativi ed addestrativi per le donne che entrano in carriera nelle forze armate (Polizia, Carabinieri, esercito etc.);

discriminazione verso la donna. L'uomo sentendosi superiore concede ritmi differenti, implicitamente assumendo che le donne non li reggerebbero.

- l’esonero del personale femminile dai servizi di polizia più impegnativi (l’ordine pubblico)

discriminazione verso la donna, per gli stessi motivi espressi in precendenza.

- il sostanziale esonero da qualunque responsabilità femminile nelle dinamiche sessuali, a fronte di responsabilizzazioni afflittive per gli uomini;

su questo non aggiungo niente, perché non è chiaro. Inviterei comunque a distinguere gli uomini dalle donne e gli uomini dalle bestie (i primi oltre all'istinto son dotati anche di intelletto).

- la condanna del cliente e l’assoluzione della prostituta;

la condanna morale esiste per entrambi, quella penale per nessuno dei due. La legge si interessa prevalentemente dello sfruttamento della prostituzione (per la quale vengono arrestate anche donne) o della riduzione in schiavitù (idem).
La cretinata delle multe riguarda l'intralcio alla circolazione.

- le carriere aperte e facilitate dalla disponibilità sessuale (sì, anche questo è un privilegio; vorrei poterne godere anch’io…);

siccome non mi risulta che ai vertici di potere ci siano lesbiche, i favori sessuali sono diretti ad uomini che li richiedono... e che in cambio concedono carriere: chi è che la fa più grossa? Perché se chi sta al vertice mandasse avanti solo per meriti... il problema non si porrebbe.
Tra l'altro, con il mutamento dei costumi, ti invito a proporti ai dirigenti uomini per avanzare in carriera: chissà che non ti assecondino volentieri (in Rai mi pare qualcosa del genere sia accaduto...)

- quote riservate in numerosi concorsi pubblici;

i concorsi in questo periodo li controllo tutti, e quote riservate ne ho trovate poche (per non dire nessuna).

- facilitazioni finanziarie a fondo perduto alle imprenditrici;

uguaglianza sostanziale tesa a riequilibrare la maggior difficoltà della donna a trovare lavoro.
Ce l'hai solo con le donne o ti danno fastidio anche gli artigiani (spesso hanno contributi), le vittime dell'usura (spesso hanno contributi), e così via?
Ulteriore dimostrazione di non raggiunta parità.

L’interpretazione ideologica della realtà (sulla quale, tempo permettendo, proporrò uno specifico 3d per l’importanza di una specifica riflessione in merito) è quella che focalizza l’attenzione solo su alcuni aspetti della realtà, rimuovendo completamente tutti gli altri aspetti che non confermano l’ipotesi valutativa di partenza.

Mi pare tu sia il primo a farlo, o mi sbaglio?

fermo restando che ognuno può guardare alla realtà con lo sguardo che preferisce e con l’onestà intellettuale di cui è capace (ogni riferimento è puramente ed assolutamente casuale).

il casuale riferimento penso sia a te stesso...


Insomma, io propongo la mia interpretazione della realtà - non verità rivelate - e tento di avvalorarla riportando argomenti che reputo verificabili e sui quali la discussione è aperta; c’è chi - come te ed altri - propone interpretazioni della realtà sic et simpliciter, senza misurazioni effettive sui fatti.

Anche la mia interpretazione della realtà è basata sui fatti (come dimostrato sopra), gli stessi tuoi, per l'esattezza, letti in chiave opposta.

D'altro canto, uno dei miei argomenti preferiti - dal punto di vista filosofico - riguarda l'inconoscibilità del reale proprio perché filtrato dalla nostra interpretazione soggettiva.
Qui, però, mi pareva che la discussione fosse un po' più terra, terra.

Per quanto riguarda l’autorevolezza delle donne in politica, ti ripeto ancora una volta che, secondo me (e tu rimani tranquillamente di diverso avviso che non succede proprio nulla), l’autorevolezza è un traguardo di rilevo sociale che va conquistato e non può essere postulato a priori in relazione al sesso

scusa ma mi prendi in giro? perché quelli che stanno in Parlamento, secondo te sono autorevoli? Si sono conquistati sul campo l'autorevolezza?

Sono curioso di sapere come debba essere modificato il mondo per renderlo più a misura di donna senza alterare l’intero sistema con conseguenze impreviste ed imprevedibili.

velato pregiudizio: implicita affermazione che ciò non sia possibile, se non peggiorando il reale.

Il punto è che il raggiungimento della parità ci sarà proprio nel momento in cui non sarà più necessaria la tutela della minoranza debole (perché, bada bene, parità potrebbe essere anche un Parlamento composto esclusivamente di donne perché elette dal popolo senza limiti di quote, e viceversa).
Il punto è che questa situazione non esiste.

Sono, ancora di più, curioso di conoscere a quale sistema di vita – realistico – dovrebbe dare luogo una partita disputata tra concorrenti che dovrebbero correre legati e bendati, per favorire le concorrenti che non ce la fanno a stare al passo.

trattare in modo uguale chi è disuguale costituisce la più grande ingiustizia (Don Lorenzo Milani) Vedi Costituzione alla voce Uguaglianza Sostanziale.


In assenza di una prospettiva chiara che tenga conto di tutte le ripercussioni sul piano economico, sociale e politico di un simile artificioso mutamento, delle nuove discriminazioni a danno maschile che comportebbe, tutto ciò che tu identifichi come “maschilismo” per me continuerà ad essere soltanto la struttura portante della realtà per come la conosciamo (e della quale godiamo, in misura diversa, tutti quanti)….e l’utilizzo del termine maschilismo per qualificare ciò che non agevola le donne, un comodo alibi ideologico.

Maschilismo: il modello reale non è sostituibile se non... "a danno maschile".

Ovviamente quello che ho riportato costituisce solo la mia interpretazione dei tuoi scritti, che certo volevano esprimere altro.

Il punto è che la dialettica è un'arte... che serve a far chiacchiere.
E il mondo continua a girare nello stesso modo.

Quanto al come far girare il mondo secondo logiche femminili, ti inviterò alla presentazione del mio programma politico, appena sarà.


Ciao caro!
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