Discussione: Riflessioni su Dio
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Vecchio 06-01-2008, 01.13.14   #5 (permalink)
Demiurgo
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Lightbulb Riferimento: Riflessioni su Dio

Dio sostanzialmente è esistente non sapere dovè Dio significa essere materialisti,non crederlo significa essere atei,ed è doveroso slanciare lontano da questi per credere in Dio,e che anche l'oro debbono credere in Dio, se questi sono pure nel mondo della cultura, e il vertice è credente in Dio loro non possono essere indipendenti.Il mondo della cultura deve essere uno credente in Dio,e da qui si generano gli altri,e mai diventare molteplice,per evitare interventi contro Dio.Diceva Avicenna:chi si stanca di nominare Dio merita poco.La tecnologia si separa dalla teoria non sapendo che quello che stanno facendo lo sta facendo Dio, e ha fatto anche lui nella vita animata,quindi è la sua anima ha creare per mezzo di Dio.
Quindi sapendo che ci sono atei,materialisti, tecnici famosi, che si danno per non credenti in Dio,alla morte del corpo questo non lo è più.
Il peccato per mancata razionalità è disgustoso,è necessario che la ragione dell'uomo patroneggia delle logiche scabrose.
E anche pur vero che nel mondo è l'anima bestiale ha sottomettere l'anima razionale dell'uomo scaturendo violenza,in questi casi l'uomo diventa una bestia che non capisce,e neanche Dio con i suoi modi intellettuali riesce ha bloccarli in tempo,però il numero è sempre in decrescenza,e questo avviene con l'aumento dei colti.La cultura non serve solo per guadagnarsi da vivere,ma per saper vivere, e imparare a vivere.Ma qualè l'etica giusta?
Da secoli molti filosofi lavorano su questo portando avanti la teoria di Dio, e questa non ha mai fine. Li 06/01/2008 Gaspare Lombardo.
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