A Vangelis
che così profondamente
riesce a sorprendere
le mie corde
Risveglio
Volgo lo sguardo
là dove il Sole è già tramontato
il mio corpo o quel che ne rimane
tra i pensieri si posa disperso
tra le macerie come fosse giunto in un oasi
in mezzo al deserto
tra le palme silenziosa
La sabbia rimane ai lati
come nei miei ricordi di bambino
oh, il rumore del mare per legge naturale
instancabile lambisce il mio letto
e mi protegge in attesa di una nuova luce
come avessi bisogno
di perder coscienza
nel dominio delle stelle
che scorgo malinconico nei sogni
e non voglio separarmene
quando apro gli occhi
in quel sottile momento
in cui nulla è
ma tutto pare essere
perché, poi, dovrei?
E sento suoni di ere lontane
echi che sfilacciano la trama del tempo
eppur paiono così vicini
che se avessi l’ardore
potrei sfiorare con la mano tesa
nella realtà che esiste solo
come interpretazione
più coerente di altre
ai nostri occhi
Così per un attimo
sorrido delle stronzate
che ci raccontiamo
e poi continuo ancora
a raccontarle
nel mare di rumori del mattino
ove ogni cosa si mescola
e nessuna voce si ode più forte
delle altre
E’ il nostro vezzo
e la nostra prigione
il ruolo di infaticabili cantastorie
che ci siam cuciti addosso
non saremmo nulla senza
eppure forse
tutto
A.