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Originalmente inviato da james1971
Hai posto una domanda molto importante, che solleverà - credo - qualche presa di posizione di natura più ideologica, che storiografica.
Per certi versi, forse non abbiamo ancora la distanza "storica" per valutare correttamente e nella loro completezza entrambi i fenomeni; per altri versi, non possiamo esimerci dal tentare un giudizio, dal momento che, in pratica, quei sistemi politici rappresentano per noi la quasi completezza della gravosa eredità del '900 (il "secolo breve" di Hobsbawn).
Se non ricordo male, è stato Ernst Nolte il primo a porre Comunismo e Nazismo su uno stesso piano. Lo storico tedesco fu inizialmente accusato di revisionismo e quindi "bandito" dalle università; oggi, però, si è propensi a dare un giudizio più equilibrato della sua opera.
Se guardiamo alla realizzazione del Comunismo in Unione Sovietica, infatti, gli esiti non ci sembrano molto dissimili da quelli della Germania hitleriana: clima dittatoriale, controllo assoluto degli strumenti di comunicazione da parte del potere centrale, deportazioni, esecuzioni sommarie, internamento nei Gulag (ricordiamo che, nell'acronimo "gulag", l'ultima sillaba sta per Lager: c'è quindi una corrispondenza diretta, già nel nome, fra i Lager e i Gulag): questo, almeno, finché non si è avuta una condanna ufficiale dello Stalinismo.
In effetti, il Comunismo nella sua versione stalinista è, in quanto totalitarismo, molto simile ad altri totalitarismi: non dimentichiamo che il famigerato patto Molotov-Von Ribbentrop dava vita ad un'alleanza fra Germania e Unione Sovietica: la Germania entra nella seconda guerra mondiale con questa alleanza ancora in atto. Era una tipica (e odiosa) alleanza di vecchio stampo, in cui due opposti imperialismi si mettono d'accordo per spartirsi terre e popoli che, di diritto, non appartenevano a nessuno dei due (la Polonia da una parte, gli stati baltici dall'altra).
Per non farla troppo lunga: chiudo il post con una "conclusione provvisoria". Pur essendo molto dissimili nelle premesse e negli obiettivi che si ponevano (l'ideologia della superiorità di una razza da una parte, e il proposito di liberare i lavoratori oppressi dall'altra), Nazismo e Stalinismo finirono per sortire gli stessi effetti e dare vita agli identici orrori. Il giudizio storico sullo Stalinismo è risultato forse attenuato (si veda, per confronto, il post originato da VanLag sui libri di testo) in virtù della differenza di obiettivi, ma la considerazione degli esiti a cui ha condotto, se è scevra da pregiudizi ideologici, non può che risolversi in una condanna.
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