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Vecchio 08-03-2008, 08.26.29   #6 (permalink)
ciro6
AgaeflamO
 
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Riferimento: Dio esiste o non esiste?

La seconda argomentazione che i credenti amano usare ancora oggi: “La scienza non può spiegare come è nata la materia… Deve essere stato per forza Dio!”
Noi sappiamo che l’universo si è generato a partire da un “atomo compresso” (che conteneva in se stesso tutta la materia) che è esploso (l’esplosione a cui la scienza ha dato il nome di Big Beng) “spargendo” nello spazio la materia (che è attualmente in espansione).
Cosa c’era prima dell’atomo complesso? Come si è generato l’atomo complesso stesso?
La scienza ha sviluppato molte ipotesi e teorie di grande interesse ma non è ancora riuscita a dare una risposta certa a queste domande.
Il credente approfitta di queste lacune nella scienza per dire: “deve essere stato Dio!”

Questo è l’atteggiamento che i credenti hanno sempre avuto nella Storia: ogni qual volta non ci si riesce a spiegare qualcosa, ci si risponde che è stato Dio.
L’uomo primitivo non sapeva spiegarsi il fuoco, le tempeste, e tutti i fenomeni naturali. Pertanto l’uomo primitivo si rispondeva che era la divinità a generarli.
Nel corso degli ultimi 2000 anni, gli uomini religiosi hanno sempre approfittato delle lacune della scienza per utilizzarle come prova dell’esistenza di Dio.

Non ci sono grosse difficoltà a comprendere ciò, basta soltanto pensare che Dio è la Causa Prima di tutte le cose e è l'Attesa Ultima di tutte le nostre domande. Non dico in sostanza che Dio è l'artefice della creazione dell'atomo primo (anche se indirettamente lo è stato) e al limite si potrebbe anche ipotizzare che Lui non abbia fatto nulla di quello che possiamo vedere con i sensi, ma pur tuttavia ne ha fissato i Principi e Leggi annesse e utilizzando creature come fossero (e lo sono) i terminali di una Splendida “Macchina”.

“Come è nata la vita sulla Terra? È se fosse nata così casualmente, come si spiega la sua varietà e complessità?”, “deve essere stato Dio” si risponde l’uomo religioso.
Oggi la scienza ha dato una risposta a queste domande, grazie all’evoluzione e alla selezione naturale. Le lacune della scienza (le domande a cui la scienza non sapeva rispondere) negli ultimi due millenni sono diventate sempre di meno, fino ad arrivare allo stato attuale in cui il credente non può fare altro che rifugiarsi nell’ultima grande lacuna: “cosa c’era prima dell’atomo complesso che generato il big beng? Cosa ha generato l’atomo complesso stesso?”
“deve essere stato Dio!”, urla trionfante il credente.

Certo se stessimo in laboratorio (il visibile è un grande laboratorio) o meglio fossimo le strutture da analizzare sotto i vetrini, avendo anche la possibilità di pensare, allora ci chiederemmo cosa ci stessimo facendo in quell'ambiente e cosa avesse creato quella lente che ci osserva, sempre se avremmo la capacità di vederla, ma il ricercatore che ci analizza al microscopio lo vedremmo? Oppure avremmo la visione di una massa informe e omogenea confusa con il resto dell'ambiente?
I punti di vista e l'immedesimarsi in situazioni fanno la differenza.


La realtà è che la storia ha ben dimostrato la fallacità della tecnica delle lacune scientifiche per dimostrare l’esistenza di Dio. È probabile che in un futuro gli scienziati riusciranno a scoprire le risposte anche a queste domande.
Questo “trionfo” (“Deve essere stato Dio ha creare l’atomo complesso da cui si è generato l’universo), in realtà, non è altro che l’ultimo rifugio di una tecnica (quella di utilizzare le lacune scientifiche per dimostrare l’esistenza di Dio) che si è dimostrata gigantescamente fallace nel corso di duemila anni. Ogni qual volta il religioso ha detto: “tu, scienziato, noi puoi spiegare questo o quello quindi deve essere stato Dio”, nel giro di pochi secoli lo scienziato ha sempre trovato la spiegazione a quel fenomeno “inspiegabile” che poteva essere spiegato solo con Dio.
È probabile che in un futuro verrà scoperta la spiegazione scientifica per l’origine prima della materia.
Ma se anche tale spiegazione scientifica non venisse mai scoperta, ciò non vorrebbe dire che essa non esiste bensì che la mente umana non è riuscita a comprenderla. D'altronde l’Uomo non è Dio…

Ti sei risposto da solo, partendo da una tesi che nega l'esistenza di Dio per concludere con l'evidente constatazione che l'Uomo non è Dio, e mettendo la maiuscola a Uomo intendevi che spesso l'uomo si arroga questo diritto che mai gli è stato concesso, in definitiva ripeto anche se in apparenza le attività dell'Universo non fossero “lavoro principale” di Dio, di certo la Sua è pure sempre una presenza allo stesso tempo invisibile quanto tangibile ,basta appunto cambiare in minuscola la prima lettera dell'uomo e tutto si sistema.

concordo pure con le esposizioni presenti.
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Dentro di te c'è l'Uno, e sarai sempre nell'Uno, ma la tua individualità si espanderà all'infinito senza riuscire a com_prendere Lo stesso.
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