Cara (grazie per la precisazione) Aronel, tutti i regimi politici tendono a presentarsi come una conquista: la democrazia non fa affatto eccezione.
Mi viene in mente il film "le vite degli altri", bellissimo tra l'altro. Tra le tante storie triste c'è quella di un'attrice costretta a concedersi a un dirigente di partito per poter lavorare. O quella di uno scrittore caduto in disgrazia e arrivato al suicidio.
Brutte storie, ma riflettiamo: in democrazia non succedono? Quella dell'attrice è quasi scontata. Ma quante volte scrittori, scienziati, intelletuali in genere cadono in disgrazia per aver espresso delle idee non allineate e non trovano più un editore? All'estero forse più che in Italia, cara Aronel.
Il film poi si sviluppa sul controllo ossessivo della STASi sulla vita di uno scrittore: ma la magistratura Italia non ha pieni poteri in questo senso? O quella francese? O quella Inglese?
Solo per darti qualche spunto.
