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Vecchio 22-03-2008, 14.39.46   #42 (permalink)
DavidDavide
Ospite
 
Data registrazione: 06-03-2008
Messaggi: 31
Riferimento: Dio esiste o non esiste?

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
Ciao Davide,
io credo che la risposta alla tua domanda debba trovare un fondamento piu' solido e piu' consono alla natura spirituale e religiosa della tua stessa domanda...,

Innanzitutto io penso che, chiunque si ponga in maniera “neutrale” (cioè chiunque di partenza non presuppone né l’esistenza né la non esistenza del divino), debba necessariamente utilizzare anche il ragionamento logico-razionale.
Solamente il credente vuole escludere il ragionamento logico-razionale (spesso, come fai tu, dichiarando che esso non abbia nulla a che fare con il divino): ma il vero motivo risiede senz’altro nel fatto che il ragionamento logico-razionale dimostra come l’esistenza di Dio sia estremamente improbabile. Il credente ha paura di questa realtà e preferisce sminuire e/o disprezzare la logica-razionale.
È semplicemente ridicola la pretesa di voi credenti di escludere il ragionamento logico-razionale dall’ambito religioso.

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
e questa base , questa ipotesi di lavoro, non puo' certo risiedere in un 'approccio logico-razionale (ed e' quello che tu sembra che faccia) alla spiegazione di cio' che noi chiamiamo Reale;

Guarda, posso concederti che questa “ipotesi di lavoro” possa essere affrontata anche con altri approcci: non posso assolutamente comprendere per quale ragione l’approccio logico-razionale debba essere scartato.

Io posso domandarmi “Dio esiste oppure no?”. Per rispondere a questa domanda posso fare tutta una serie di considerazioni logico-razionali:
1) l’idea di Dio è nata nelle popolazioni primitive come mezzo per spiegare i fenomeni naturali.
2) tale idea ha messo profonde radici nelle società umane (templi, culti, caste di sacerdoti).
3) tali radici hanno fatto sì che i sacerdoti e discepoli dei vari culti tramandassero l’usanza di fare il lavaggio del cervello su miliardi di bambini ogni anno per migliaia di anni (ancora oggi non può essere certo un caso se la maggioranza degli appartenenti ad una determinata religione siano figli di genitori appartenenti a loro volta a quella determinata religione)
4) gli uomini vogliono credere perché ciò gli aiuta a vincere la paura della morte e il dolore per la perdita dei cari venuti a mancare

Per quali motivi colui che si interroga sull’esistenza di Dio non deve fare questi ragionamenti logici-razionali? E per quale motivo questi ragionamenti logico-razionali devono essere disprezzati o sminuiti?
Solo il credente (colui che non vuole dubitare dell’esistenza di Dio) ha paura di quei ragionamenti e allora preferisce semplicemente fare finta che essi non abbiano importanza.


Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
tieni conto che la scienza studia cio' che appare ai nostri sensi piu' o meno estesi dalla tecnologia, studia cioe' i fenomeni cosi' come essi appaiono alle nostre facolta' intellettive / sensitive, ma conoscere razionalmente cio' che ci appare non significa conoscere in assoluto cio' che e'...a meno che tutto il Reale non coincida in modo biunivoco solo e soltanto con cio' che e' Razionale...,e questa di Hegel e' un' ipotesi filosofica discutibile sul piano della conoscenza...,la quale non e' detto che sia legata solamente a cio' che chiamiamo logos e ragione (concetti che sono frutto ed elaborazione del sapere filosofico , ma che non ne rappresentano la base costitutiva e nemmeno lo strumento principale).
Riguardo poi alla capacita' della scienza di poter spiegare tutto, mi piace ricordare come Einstein non potesse credere che Dio giocasse a dadi con l'universo, perche' giustamente non credeva nel caso come ad un concetto esplicativo della realta' ( infatti etichettiamo con il caso cio' che non conosciamo e non riusciamo a spiegare con l'intelletto),eppure , non esiste teoria fisica che al giorno d'oggi non lo tiri in ballo, e una teoria del Tutto non avrebbe nemmeno alcun senso, visto che per spiegare tutto dovremmo prima conoscere tutto ..., ma chi potra' mai avere in pugno la totalita' dell'esperienza empirica??...nessuno..se non ...un dio...
Quindi, in definitiva, non mi sentirei di ripondere alla tua domanda ( se esiste o no Dio) , ma sposterei l'ambito delle risposte sopra il terreno della fede ,e...forse...di cio' che chiamiamo intuito...a Dio ci si puo' soltanto credere, come si puo' soltanto credere che domani sorgera' di nuovo il sole ( basterebbero 8 minuti per spazzarci via), o come si puo' solamente credere che nostra madre ci ami e non ci fara' mai del male ( quale ragione logica le impedirebbe di sgozzarci questa notte durante il sonno accecata dall'odio?).

Saluti
Andrea

Come ho già detto nel mio primo post: non è possibile escludere con totale certezza l’esistenza di Dio (qualcuno mi ha perfino rimproverato, con quella frase, di essere un agnostico travestito da ateo).
In realtà io sono ateo (nel senso che sono profondamente convinto dell’inesistenza di Dio mentre gli agnostici semplicemente non escludono l’esistenza e non la negano) ma sono abbastanza onesto da ammettere che, con la semplice indagine razionale, non è possibile TOTALMENTE escludere l’esistenza di Dio.
Questa impossibilità ad escludere totalmente l’esistenza deriva dal fatto che ovviamente l’indagine razionale non è qualcosa di illimitato ed infinito, essa è piuttosto qualcosa di limitato ai nostri sensi.

Detto questo, ciò non toglie il grandissimo, immenso, estremo valore che l’indagine razionale possiede. Immaginiamo un ago della bilancia che pende tra due estremi (ateismo totale e fede totale, nel mezzo esatto c’è l’agnosticismo): l’indagine razionale fa pendere enormemente l’ago della bilancia verso l’ateismo totale.

Se di un’idea (quella di Dio), che è già fondata esclusivamente su una credenza, noi con l’indagine razionale possiamo comprenderne le origini culturali nell’antichità, possiamo comprenderne le ragioni storiche, sociali, culturali, psicologiche che ne hanno permesso la sopravvivenza fino ad oggi allora tale indagine culturale farà pendere enormemente l’ago della bilancia verso l’ateismo totale e non si può sminuire tutto questo dicendo che ha poca importanza.

Ha poca importanza per te, credente, che vuoi credere ad ogni costo. Ma per una persona che si pone con un atteggiamento neutrale alla domanda “Dio esiste oppure no?” sono considerazioni di grandissima importanza per far pendere l’ago della bilancia da una parte oppure dall’altra.
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