Citazione:
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Originalmente inviato da Mary
"Quel" dio non credo esista.
La divinità che vive e muore dipendendo totalmente dai fedeli che la sostengono, la adorano, la pregano, la riempiono delle proprie energie, è solo un simulacro umano. E' un idolo come tutti gli idoli, di gesso o piombo o oro o astratta non fa alcuna differenza. Resta un idolo che noi riempiamo di vita e di potere.
Il Dio vero, quello che E' o non è non ci è dato conoscerlo da esseri umani.
Sono troppi quelli che hanno bisogno dei loro idoli.
Chi ha innalzato un dio dispotico e lunatico, un dio padre-padrone aveva bisogno di quella entità e lo ha formato. Quando non ci saranno più cristiani, ebrei, musulmani a credere in quella divinità essa sparirà senza lasciare traccia.
Ci avete mai pensato?
Gli egiziani hanno fatto sacrifici, creduto, pregato quelle divinità che oggi
nessuno più prega, rispetta, offre doni e sacrifici. Dove sono andati? forse che gli egiziani erano meno convinti di noi di essere nel vero e che tali divinità esistessero?
Quelle verità imposte o liberamente abbracciate dai fedeli monoteisti pensate davvero che siano migliori di quelle egizie o maya o celtiche? E non ditemi che erano barbare perchè i cristiani, ebrei e islamici in nome del loro dio hanno fatto scorrere fiumi di sangue innocente.
E non ditemi che queste sono vere e quelle false, perchè la mia intelligenza ne soffrirebbe. Tutto quello che l'uomo costruisce è vero e falso allo stesso tempo. E le religioni attuali sono state dettate dai profeti non è certo venuto dio in persona a parlare di se stesso.
Allora? ciò detto? che resta?
Resta la consapevolezza del nostro limite, resta la testimonianza di noi stessi, di quel che siamo e ovviamente non mi riferisco al corpo fisico.
Quando sai di non poter conoscere Dio ma lo preghi ugualmente, ecco allora che sei nella verità. Perchè Dio si nasconde dentro di noi ed in ogni atomo dell'universo.
Destiamoci dal torpore dell'oppio dei popoli e cerchiamo la tisana corroborante che ci desti e ci faccia riprendere il cammino verso la nostra esperienza.
Cerchiamo da sempre un potere esterno che ci premi, punisca, guidi. Ma il vero potere da ricercare è quello dentro di noi, la scintilla divina che è in ogni essere.
Un grande abbraccio
mary
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Mary, tu sei atea. Io sono ateo è condivido il 99% di quello che hai detto.
Per te Dio non è un qualcosa che ha coscienza di sé stesso (per te Dio non ha proprio coscienza), non è qualcosa che ha volontà, non è qualcosa che interagisce con noi, che si cura di noi. Per te Dio non è Niente.
La meditazione trascendentale non è altro che il nobile tentativo del singolo di sentirsi parte integrante di un Tutto. Questo tutto può essere considerato il Mondo, il Cosmo, tutta la materia esistente oppure possiamo chiamarlo, come piace a te, Dio.
Ma non è Dio. Non è un Dio che può dare soddisfazione ad un credente e non è neppure un Dio che possa dare il minimo fastidio ad un ateo. Io sono ateo ma penso che, ovviamente, un “Tutto” esista indiscutibilmente.
Per me quel “Tutto” è da intendersi come “l’unità di tutta la materia esistente nell’universo”. Tu preferisci chiamare quel Tutto come “Dio”. Ma il tuo “Dio” non ha più coscienza della mia “materia”: sono la stessa cosa.
Ti anticipo: anche io come te penso che, quando l’individuo si sente armoniosamente parte integrante di quel Tutto, esso prova grande benessere. Ma non è Dio: tu, Mary, sei atea. Un’atea che da grande valore alla spiritualità ma pur sempre un atea.