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Riferimento: Ricordo di sè: esperienza
Grazie Yam per il testo è molto bello. Mi piacerebbe molto imparare a respirare in modo corretto anche perchè dopo quello spavento il respiro si è fatto più corto e toracico. Per quanto invece riguarda il rebirthing, viene molto pubblicizzato come metodo che scioglie le tensioni e i conflitti interni...magari fosse così. O forse per me non funziona...però è semplicemente respirare con la bocca rumorosamente e senza pause tra inspirazione ed espirazione. Secondo me è molto innaturale e non so se faccia bene respirare in quel modo.
x andre2:
potrà sembrare strano, ma all'inizio c'era una certa distanza tra me e i pensieri quando praticavo gli esercizi (o forse così mi sembrava), ma nel momento in cui è stata toccata la mia identità con quella esperienza le cose sono cambiate. Finchè una persona non dubita di sè tutto bene, sa chi è nel senso che sa chi crede di essere e non lo mette in dubbio, ma nel momento in cui viene toccato il senso della sua identità, soprattutto con la paura di morire, le cose cambiano. Probabilmente ho praticato male, oppure ho interpretato male alcune cose, però da quel momento il mio timore e insicurezza sono cresciuti. In questo stato mi rendo conto di attaccarmi ai pensieri e non solo, ma stranamente sembra che abbia una "colla" che fa fatica ad appiccicare...mi rendo conto che è un mio bisogno di sicurezza, anche perchè a volte mi sento come mancare la terra sotto i piedi...sono sensazioni.
In ultimo dici: "la meditazione è solo impegno ad essere osservatore imparziale"
Vedi sinceramente io di meditazione non ne so proprio niente e dubito che io potrò mai meditare...forse è come voler essere spontanei sforzandosi. Ma nella pratica, seduto, ad occhi chiusi, in silenzio, osservando i pensieri (con o senza senso), dis-identificandosi dal corpo...beh mi fa paura...
Comunque vi ringrazio di cuore per i consigli.
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