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Originalmente inviato da VanLag
Il terzo è che sebbene il comunismo abbia manifestato spesso un volto disumano nei paesi dove si è insediato, (spesso ma non sempre), non aveva velleità imperialiste e coloniali. L’annessione degli stati satelliti all’Unione Sovietica, come ho spiegato, non nasceva da esigenze di possedere colonie o stati soggetti, (l’Unione Sovietica non ne aveva bisogno a causa delle sue immani dimensioni di territorio e risorse), ma dall’esigenza di difendersi dalle invasioni europee.
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nemmeno questo è vero !: il patto tra Molotov e Ribbentropp del '39 spartisce l'europa in due aree di interesse tra URSS e Germania nazista.Nella stessa occasione Molotov, altissimo dirigente staliniano e ministro degli esteri russo, esprime compiutamente la strategia imperialista stalinista: partiti dalla costituzione del
'socialismo in un paese solo' lo si vuole estendere alle nazioni progressivamente confinanti, finchè il capitalismo (non il nazismo nota bene) non venisse sconfitto in ogni paese d'europa e del mondo.Tale clamoroso patto, che sconfessa la priorità etica della lotta al nazifascismo, presunta dai comunisti di ogni epoca, precipita i partiti comunisti europei nella contraddizione insanabile di passare dalla lotta al nazifascismo fin lì dichiarata come irrinunciabile e programmatica, alla lotta contro quei paesi, come la francia, e quindi
capitalisti, invasi dai nazisti.Fu il primo spettacolare (di una lunga serie) cambio di maschera tra un atto e l'altro: dalla mattina alla sera i partiti comunisti europei, che avevano condannato l'imperialismo nazista, si trovarono nell'obbligo insindacabile di rivolgere le loro accuse al capitalismo che aveva "reso legittime trali invasioni".
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Poi potrei dire che il comunismo non ha mai pianificato a tavolino l’annientamento di altre razze.
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Affermazione vaga e pesantemente discutibile.Dal '48 al '53 gli ebrei russi vissero nel terrore di una deportazione analoga a quella sofferta in germania.Il "complotto dei medici ebrei" ai danni del regime comunista, il pretesto sul quale stalin inscenò la, ventura nelle sue intenzioni, deportazione degli ebrei russi nei campi di concentramento già allestiti alla bisogna, dimostra che il nostro non avrebbe avuto nessuno scrupolo a "completare l'opera di hitler", come riferì la polizia di Lubianka a ciò preposta.La morte di stalin impedì verosimilmente un nuovo etnocidio.