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Vecchio 17-05-2008, 19.58.51   #4 (permalink)
VanLag
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Riferimento: Tremonti e la globalizzazione

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Originalmente inviato da ancient
In Europa, per la massa della popolazione — non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide — il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni.

Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio.

E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale.

La globalizzazione non ha mai promesso il benessere se non nelle parole di chi l’ha inventata ed usata per stordirci una volta di più.

Il benessere dell’uomo moderno nasce dalle macchine che ci permettono di produrre più di quello che consumiamo. Nasce dalla produzione industriale e dalla tecnologia. Non ci credete che produciamo più di quello che consumiamo? Andate in un supermercato e guardate la merce negli scaffali. Guardate i camion, i tir carichi di merce che attraversano il paese. I depositi delle merci pieni stracolmi. Ci sono più merci che abitanti.

Allora siccome il welfare state si basa non più sul Gold-standard cioè sulla valutazione delle riserve auree di un paese, ma sulle reali capacità economiche e produttive di ciascun paese la domanda è se noi siamo poveri o ricchi?

C’è lo spettro della fame per molti di noi? Qualcuno non arriva a fine mese? Ci sono difficoltà oggettive nel paese?

Questo succede non a causa della globalizzazione, fenomeno antipatico ma marginale nel problema, ma succede perché il 95% delle ricchezze del pianeta è nelle mani del 3% di famiglie, lobbie e potentati, del pianeta che certamente se lo tengono bello stretto.
La miseria in occidente nasce dalla sperequazione e non dalla globalizzazione e questi signori useranno lo spettro della globalizzazione e della Cina che cresce, per farci pagare ancora a noi i costi dell’Expo, quelli sula costruzione del ponte sullo stretto di Messina e tutte le spesse delle infrastrutture del paese. D’altro canto oh…. Se non ci fossero i poveri non potrebbero esserci neppure i ricchi. E se loro devono essere ricchi qualcuno deve pur essere povero.

Che poi ci siano problemi di origine ambientale, di integrazione razziale e anche di sicurezza che sono legati alla globalizzazione quello lo sapevamo da tempo. Sono decenni che gli scienziati ammoniscono sull’inquinamento ed i problemi climatici. Ma visto che questi problemi ci sono conviene pensare come risolverli e non tuonare contro la globalizzazione che poi è stata voluta dai teorici del libero mercato, cioè mi pare da quegli stessi che oggi tuonano contro il loro figliolo.

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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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