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Vecchio 18-05-2008, 08.11.47   #5 (permalink)
Mary
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Riferimento: Tremonti e la globalizzazione

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
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C’è lo spettro della fame per molti di noi? Qualcuno non arriva a fine mese? Ci sono difficoltà oggettive nel paese?

Questo succede non a causa della globalizzazione, fenomeno antipatico ma marginale nel problema, ma succede perché il 95% delle ricchezze del pianeta è nelle mani del 3% di famiglie, lobbie e potentati, del pianeta che certamente se lo tengono bello stretto.
La miseria in occidente nasce dalla sperequazione e non dalla globalizzazione e questi signori useranno lo spettro della globalizzazione e della Cina che cresce, per farci pagare ancora a noi i costi dell’Expo, quelli sula costruzione del ponte sullo stretto di Messina e tutte le spesse delle infrastrutture del paese. D’altro canto oh…. Se non ci fossero i poveri non potrebbero esserci neppure i ricchi. E se loro devono essere ricchi qualcuno deve pur essere povero.

Che poi ci siano problemi di origine ambientale, di integrazione razziale e anche di sicurezza che sono legati alla globalizzazione quello lo sapevamo da tempo. Sono decenni che gli scienziati ammoniscono sull’inquinamento ed i problemi climatici. Ma visto che questi problemi ci sono conviene pensare come risolverli e non tuonare contro la globalizzazione che poi è stata voluta dai teorici del libero mercato, cioè mi pare da quegli stessi che oggi tuonano contro il loro figliolo.


Conoscendo la vera causa potremmo trovare un valido antidoto?

Le cause si intersecano, si intrecciano, si mescolano, si sostengono reciprocamente avendo come meta una effimera follia: pochi ricchi da re Mida e tutti gli altri poveri più poveri e miserabili persino dei servi della gleba.

E' la meta che determina anche il viaggio. E non crediamo di incolpare tutti i ricchi del mondo e lavarcene le mani come il Ponzio

Colui che vuole tutto senza fare niente rientra nella categoria della meta effimera. Chi si preoccupa unicamente di se stesso senza curarsi del mondo che lo circonda, è uno in attesa di immettersi sulla medesima strada.

Sarò catastrofista? non lo so. Ma di certo dobbiamo accettare l'idea che il mondo illusorio in cui ci eravamo barricati si sta sgretolando. Occorre rivedere, per il bene di tutti, la società attuale e "inventarci" scoprire, costruirne un'altra compatibile con il Pianeta.

Ieri a "Ulisse, il piacere della scoperta" hanno parlato delle civiltà del Mediterraneo. Quando un popolo veniva sconfitto o implodeva la civiltà che rinasceva ne prendeva l'eredità e con quella proseguiva il cammino.

Questa civiltà che io chiamo inciviltà sta morendo, non ci resta che cercare di salvare le cose buone e liberarci di tutto il resto.

Vedere il palazzo che si sgretola è già qualcosa, visto che in tanti fanno finta di niente o aspettano che ritorni sui propri passi.....sui propri mattoni ma non basta rendersi conto della realtà occorre anche la capacità di pensare a come deve essere il prossimo. Ovviamente se contiene gli stessi errori del precedente la fine sarà identica.

Imparare dai propri errori è il bastone verso l'evoluzione, ma in troppi si ostinano a saltellare su un solo piede

Gli italiani, ho sentito dire, sono uno strano popolo dimostrano il meglio di se stessi nei periodi peggiori.
Roma è stata per secoli il centro del mondo conosciuto, culla di civiltà, forse qualcosa ancora l'abbiamo nel sangue. E' facile distruggere, più difficile ricostruire.

ciao
mary
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