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Vecchio 18-05-2008, 15.38.22   #4 (permalink)
Anakreon
Ospite abituale
 
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Messaggi: 297
Fortune e prudenze.

Caro e Vero Emanuele,

osservi:

"Avere l'esercito più forte del mondo in quel momento dietro alle Alpi,
ricordiamo che nel '38 Hitler aveva annesso l'Austria e l'Italia aveva una
questione Tirolo... non era come avere tra se è questa macchina
da guerra spietata una nazione grande come la Francia e una catena
montuosa in più, i Pirenei.".

Dimentichi che l'Hitler convenne col Franco, dopo ch'ebbe prostrata ed invasa la Francia fino ai Pirenei, sì che tra Germania e Spagna fosse un confine comune;
non di meno, l'astuto e sospettoso Spagnuolo seppe tenersi lungi dalle allucinazioni imperiali del Germano, il quale pur desiderava che la Spagna, presidio dell'ingresso navale al mare Mediterraneo, partecipasse alla rissa Europea.

Forse il Franco scrutò acutamente la demenza di quel duce Teutonico, che pur appariva ineluttabile vincitore ?;
forse lo comparò con un altro trionfatore, con quel Corso troppo avido e troppo fortunato, al meno in principio, il quale, cento trent'anni innanzi, s'era pur ferite le mani, tentando cogliere le more tra i rovi Iberici ?;
forse temette che il suo popolo non sopportasse che s'impugnassero di nuovo l'armi per l'utilità d'un socio, dopo che s'era insanguinato per tre anni in un crudelissimo conflitto civile ?:
difficile a dirsi.

Senza dubbio, sia stato prudente ovvero solo fortunato, il Franco dimostrò che è meglio non confidare troppo nelle armi e nei trionfi altrui, se non per altro, perché, se il vincitore spesso conculca i vinti, non raramente opprime anche socii ed amici o, quando non li opprime, li precipita nella sua stessa rovina.

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