Il mestiere di lettore arriva dal cielo.
Non sai perché, ma fin dai tuoi primi anni di vita leggi qualsiasi cosa ti si presenti sotto gli occhi: dai libretti delle istruzioni alle scritte sui muri.
Ricordo che quando il mio amico di giochi, avevamo circa sette anni, leggeva Topolino con fatica, io oltre a Topolino leggevo Rodari, i libri di fiabe illustrati, i giornali di pettegolezzo di mia nonna, e tutto quel che trovavo.
E quando i compagni di classe si lamentavano per dover recensire il libro del mese preso in biblioteca, io mi divertivo a recensire anche i libri letti per gli altri.
Il gabbiano Jonathan Livingston l'ho letto tutto a voce alta, in un pomeriggio, ai compagni di classe intenti a disegnare. E' un'esperienza che ancora ricordo con grande emozione.
E così, per me, i libri hanno sempre contribuito a creare e saldare legami.
Ricordo le prime letture di psicologia, su suggerimento di un'amica che la studiava (il mitico Freud e la sua interpretazione dei sogni).
Ricordo di aver raccontato Le Vie dei Canti a chi era in procinto di partire per l'Australia.
Leggere incanta e arricchisce, e rende capaci di incantare a nostra volta, con i racconti di quel che abbiamo letto e fatto nostro.
Tante volte rispondendo a domande, mi sono resa conto di sapere le cose perché le avevo lette nei libri.
I miei luoghi preferiti sono tradizionalmente le librerie, dove vagabondo alla ricerca di qualcosa che non so cos'è... e mi lascio guidare verso il libro che è destino io legga in quel determinato momento.
Alle volte mi suggestiona il titolo, altre l'immagine di copertina, o il breve riassunto.
Non di rado nel conoscere qualcuno chiedo quali siano le sue letture favorite, per capire se possa esserci affinità di pensiero, o per ricevere suggerimenti interessanti.
Tuttavia non saprei dire quali siano i libri di cui sarei incapace di fare a meno, o quelli per me più formativi. Come già ho scritto in passato: attendo sempre il libro capace di cambiarmi la vita.
Ultimamente girovago anche per mercatini, alla ricerca di vecchie edizioni che mi aiutino a percepire quanto il linguaggio è cambiato.
Spesso rimango delusa.
Delusa da piccoli saggi o da grandi best seller, assolutamente non all'altezza delle mie aspettative.
Mi chiedo quanto incida la casa editrice, non solo nella scelta di pubblicare ma anche nella pubblicizzazione del libro, nella messa in bella visione negli scaffali dei supermercati, nella pubblicizzazione in trasmissioni pseudo-culturali.
Ci sono due pensieri che spesso mi attraversano, e mi hanno attraversato, uno è l'immagine fantastica del riuscire a leggere tutti i libri che siano stati scritti, l'altra è lo scoprire un libro bellissimo e segreto per caso, magari nascosto in un baule impolverato di una vecchia soffitta (un po' come Bastian nella Storia Infinita).
Negli ultimi due anni ho letto pochissimo.
Con grande fatica ho terminato Il cacciatore di aquiloni, che in sincerità ho trovato assolutamente al di sotto delle critiche estatiche di chi me lo ha consigliato; poi qualche saggio, libri attinenti alla professione... poco di più.
Memorie di una Geisha iniziato da mesi, lì, fermo sul comodino ad impolverarsi.
Credo di aver letto molto, in passato, per 'risonanza emotiva', come direbbe Ars.
Ecco, ora non mi è chiaro cosa avrei bisogno di leggere... forse ho proprio bisogno di non leggere, per creare il vuoto dentro la mia mente.
E così, spesso, mi limito a leggere voi. Con immenso piacere.
Colgo l'occasione per dare il benvenuto a Satya
P.S. Una richiesta esplicita: se qualcuno avesse letto 'la più bella storia d'amore di tutti i tempi raccontata in un libro' mi dica quale è, lo leggerei volentieri (preferibilmente vorrei un finale non tragico).
