Citazione:
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Originalmente inviato da Sùmina
(dato che poi sappiamo che i gay sono quelli con il tasso di promiscuità in assoluto piu' alto di tutti)
E poi sposarsi per che cosa, e perchè una coppia?
C'hai mai pensato Elilu, a cosa serve una coppia? Perchè non un terzetto od una quaterna?
E poi, dicevo, ma se c'e' l'amore, a cosa serve il matrimonio?
Non è forse il matrimonio la tomba dell'amore?
Lo sanno tutti gli uomini,
a questo è sempre servito il matrimonio, mica ad altro
Questo mi porta addirittura ad appoggiare quei "personaggi" che in vita mia (ed ancora oggi), ho sempre rifiutato, perchè tra due vie, si voglia o no, tocca scegliere sempre la meno peggiore.
Ma una cosa che mi indispettisce ancor di piu', sono le ipocrisie di quelli/e come Elilu (ma mi pare ci sei dentro anche te), che dietro un ecumenismio dell'amore (bravo Frollo) e della tolleranza per il prossimo celano quelle sono evidenti personali e meschini tornaconti.
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Amico Sùmina, innanzitutto vorrei farti presente, con tutto il rispetto, di quanto mi infastidisca personalmente il tono arrogante con cui esponi le tue ideologie e disprezzi quelle altrui. Sono nuovo di questo forum, ma frequento forum da anni (come anche te, credo), e ho imparato che per dar vita ad una discussione costruttiva è importante controbattere in tranquillo rispetto, nei confronti dei pensieri altrui. Si tratta di uno scambio di idee, non di una pubblica derisione delle altre, per quanto a te appaiano infondate e odiosamente inconcepibili.
Detto questo, passo ad esporre la mia personale idea sull'argomento.
Considero come la nostra chiesa sia figlia di 2000 anni di chiesa, e come l'insegnamento della Chiesa di Gesù Cristo disti ormai molte miglia da quello che oggi ci viene propinato al catechismo. Considero come, spesso, gli attacchi alla chiesa divengano indiscriminati attacchi a Cristo, al Cristianesimo, all'ideologia cristiana, senza nemmeno tener conto del fatto che la nostra comunità è oggi fatta da uomini, da esseri umani, che interpretano le parole di Dio e ne propongono la loro lettura, ma non riportano i concetti che Cristo promulgava.
Ho quotato molte tue espressioni, Sùmina, e mi duole vedere come il tuo discorso si imperni spesso su "cose che sanno tutti", cose che "ormai si sanno", cose che "ormai sono evidenti e ovvie". Mi duole perchè non ritengo costruttivo basare un discorso su quelli che io considero luoghi comuni. Che tutto il mondo "ormai sappia" un determinato concetto, o "ritenga evidente" un determinato meccanismo, non è sinonimo di giustizia e coerenza di tale concetto o meccanismo, nè che, per quanto siano entrambi diffusi, sia corretto ancora promuoverli.
Il matrimonio è la tomba dell'amore, "lo sanno tutti"? Ma tu sei proprio così sicuro che tutti nel mondo considerino il matrimonio così? Soltanto perchè nei film, riviste e libri, o in qual'altro posto tu abbia consolidato un simile concetto, v'è promulgato tale ideale vuol dire che ormai è universalmente esteso e irremovibile? I gay hanno il tasso di promiscuità più alto, "lo sanno tutti"? Hai forse avuto modo di ascoltare i pareri e le abitudini sentimentali di tutti gli omosessuali del globo? Se l'hai fatto, sarei lieto di stringerti la mano in quanto uomo dalla buona volontà più ferrea che io abbia mai incontrato.
Sottolineo ancora un elemento delle tue frasi che personalmente non condivido. Il matrimonio
serve a sfornare figli. Beh, innanzitutto permettimi di soffermarmi sul brutale e grottesco termine che hai scelto. "Serve". Io non credo che il matrimonio "serva", ma che il matrimonio sia una pulsione a cui tutte le persone (o perlomeno tutti coloro che credono in tale istituzione) tendono. Potrei spiegare la tua tanto utilitaristica concezione del matrimonio con il fatto che hai contratto il matrimonio civile, ma è una considerazione che mi scappa in esclusivo bisogno di darmi una ragione per tanto violenta esclamazione, non mi permetto di sentenziare sulla validità morale dell'atto che ti sei apprestato a sottoscrivere. Anch'io ho utilizzato un termine poco felice; tale citato utilitarismo è difatti volto alla consumazione dell'atto più bello che un essere umano sia capace di fare, ovvero il concepimento di figli. Mi vengono inevitabilmente in mente, però, tante coppie con problemi di sterilità, che gli impediscono di avere fisiologicamente una prole, o coppie tanto povere da sapere che creare un essere vivente equivarrebbe a condannarlo a vita di povertà e stenti. Non mi sento di tacciare come nullo il loro matrimonio però. Mi dirai, giustamente, sono situazioni estranee alla volontà dei due coniugi; ma dunque non potrai non convenire con me sul fatto che il matrimonio non è nullo, poichè qualcosa che ancora lo sorregge c'è, ovvero l'amore che li ha legati, e che li ha portati sull'altare a sottoscrivere tale contratto civico/religioso. Il mio punto di vista considera dunque il matrimonio come "sublimazione" e non "tomba" dell'amore, amore inteso come legame sentimentale, e conseguentemente fisico, che lega due esseri viventi. Che tale legame si instauri tra un uomo o una donna, o tra una donna e una donna, o tra un uomo e un uomo, per me non opera alcuna differenza; non considero il loro amore "di serie B". Ovviamente prescindo da quei pietosi esempi di omosessuali che i media ci propinano, buffoni del calibro di Cristiano Maggioglio che non portano con dignità la loro omosessualità, ma la ostentano con circense carico di duplicazione e ridicolezza. Ma conosco anche omosessuali traboccanti di amor proprio e dignità, e consapevolezza che il loro amore non sfora dai canoni dell'Amore nelle sue istanze di fedeltà e profondità, tranne che per il suo termine, rivolto ad una persona del medesimo sesso. Personalmente, definisco molto più immorali coppie eterosessuali autrici di spettacolari matrimoni, la cui durata è inversamente proporzionale alle spese che ha richiesto e direttamente proporzionale alla profondità dei sentimenti provati da entrambi i personaggi.
Dunque sì, sono favorevole all'unione matrimoniale di due persone del medesimo sesso, ovviamente quando questa unione è sottoscritta da un autentico e sentito legame Amoroso, con la A maiuscola. Per quanto concerne la crescita di figli da parte della coppia omosessuale/lesbica, no, su questo sono completamente in disaccordo, per motivi che, se la discussione con me sarà gradita dai miei interlocutori, sarò felice di esporre.
La mia non è, come poco felicemente ha definito frollo, una visione dell'Amore Ecumenistico, ma una visione dell'Amore reale ed autentico, fedele ed appagante nella sua apparente prigionia. Se voi considerate questo come espressione dell'ecumenismo dell'amore, non è ciò conferma che sia tale per gli altri, e che sia questa vostra categoria mentale dell'amore che gli altri utenti stanno promuovendo. Come ho già detto prima, non affidarsi a luoghi comuni, ma contribuire a coltivare il rispetto per le ideologie altrui e a non trasformarle in base alla propria (utilitaristica?) interpretazione.