Continuazione del post precedente...
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Originalmente inviato da Sùmina
Ci sono coppie sterili, ovvio, ma sono e devono essere viste come "patologiche" (sono banalità ma proprio per questo vanno ricordate ad ogni sospiro....la sterilità non è una virtù, qualcosa di cui essere "orgogliosi" , ma una patologia...quindi , ti piaccia o no, è "di serie B"), e non prese come modello su cui fondare il "progresso".
Il progresso dovrebbe essere una tendenza alla salute/bene comune, e non una scalata percorsa sulle tappe della malattia e sulle disgrazie altrui: visto che esistono matrimoni di coppie sterili, allora istituiamo il matrimonio tra coppie sterili (gay),e visto che esistono figli di genitori divorziati che vivono solo con la mamma, allora due mamme son meglio di una e visrto che le coppie omo sono sterili allora i figli deveono essere concepiti in provetta, etc. etc.
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Questi esempi che porti non reggono il confronto, Sùmina, perché non sono considerabili come dirette conseguenze di determinate situazioni. Non vedo perchè una madre divorziata dal marito dovrebbe prendersi una donna come compagna, specialmente perché tale donna, essendo stata sposata, non credo sarebbe poi molto favorevole ad una porcheria simile. Non vedo il nesso di causalità che lega gli esempi che tu mi hai portato per rendere quest'idea di progressiva degenerazione che scaturirebbe dall'approvazione di situazioni come quella per cui si discute.
E mi dispiace, ma no, non considererò MAI come "di serie B" l'amore di una coppia sterile. L'AMORE, per l'appunto. Il loro non avere figli non corrompe il sentimento che li ha legati, per quanto possa dar vita ad una situazione di logorante dolore. E non sto promuovendo un "progesso" sulle disgrazie altrui, ma sto volendo dimostrare che un matrimonio, che per cause varie, dipendenti o no dalla volontà dei contraenti, non abbia (o non possa avere) come fine la procreazione di figli, è possibile, perché alla mancanza di figli, tremenda comunque, come pilastro della coppia, sussisterebbe l'amore che li ha per l'appunto portati ad unirsi.
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Originalmente inviato da Sùmina
Anche sui buffoni mediatici concordo, ma come ho detto, non vedo alcun "valore" dell'omosessualità, niente di cui essere "Pride".
Magari me lo vuoi spiegare te?
Apriamo un topic, "Il valore aggiunto dell'omosessualità", che ne dici? (lì si che mi diverto...  )
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Non c'è alcun valore nell'essere omosessuali, così come non v'è alcun valore nell'essere eterosessuali. Si è omo o etero, questo è sufficiente. Le manifestazioni a favore degli omosessuali esistono al momento in cui si ha la coscienza che esiste una concezione di "diverso" per tali omosessuali, e ne scaturisce il conseguente bisogno di essere normalizzati. Gli omosessuali non promuovono i pregi dell'essere omosessuali, magari per dar vita a movimenti di omosessualizzazione complessivi o nell'instaurare una dottrina dell'omo generalizzata, ma reclamano i diritti di rispetto umano e morale che spesso gli vengono negati. Le manifestazioni nascono dall'esigenza di essere riconosciuti nella propria dignità; quando tale dignità verrà avallata, non ci sarà più alcun motivo di esprimersi in manifestazioni. Se il mondo fosse stato popolato per il 90% da omosessuali, e per il 10% da immorali eterosessuali, sarebbero stati gli etero a manifestare, e sarebbero stati tacciati come "schifosi partecipanti ad un etero pride".
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Originalmente inviato da Sùmina
Sul matrimonio che "serve" a sfornare figli.... a parte il fatto che ho parlato al passato , "ma da sempre....ci si è infatti sempre sposati sia per Lei, ma soprattuto per i figli", è un dato storico e supportato da "tanto" di Diritto, mica l'ho inventato io, inoltre se è vero che, come ingenuamente affermi "il matrimonio è una pulsione a cui tutte le persone tendono", seguito da una piu' sfacciata accusa "di mio utilitarismo", perchè ancora una volta lo si vuole formalizzare in un'istituzione ancora piu' coercitiva (invece che liberale) dove solo una delle parti puo' "sposare l'altra" (che riamane quindi incastrata, a sua insaputa) dopo convivenza di 3 anni e una raccomandata "unilaterale"?
Te li ricordi i DICO, vero....
Ancora una volta, si predica bene...ma si razzola male....moltro male.
Terza incongruenza.

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Fammi capire: il tuo concetto di matrimonio si basa sul fatto che uno dei due trascina l'altro sull'altare, a sua insaputa o contrarietà di volontà? Spiegati meglio, non sono riuscito a comprenderti. Davvero, senza ironia pungente.
Ad ogni modo, vorrei farti notare che sei tu, con la tua personalissima opinione, a vedere il matrimonio come istituzione coercitiva. Io la vedo come liberazione invece, e come sugello di un sentimento sacralizzato e giustificato agli occhi di Dio e della Legge. Anche qui, temo che si tratti di punti di vista, partiamo da due posizioni radicalmente antitetiche. Per quanto riguarda i DICO, sicuramente non è un concetto così ristretto da poter essere immesso in questa discussione, merita approfondimento a parte. Le sue sfaccettature sono innumerevoli.
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Originalmente inviato da Sùmina
Non è che, sotto sotto, caro MaxPayne, sei un prete pure te?
Ciao ciao....
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Felicemente fidanzato e innamorato di una ragazza, con forti pulsioni familiari (famiglia ristretta con figli, non famiglia allargata con parrocchiani). Se anche fossi prete, il mio discorso non sforerebbe da tali canoni poc'anzi professati. Cerco di essere resistente ai lavaggi del cervello delle grandi associazioni.
Aspetto le tue risposte