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Vecchio 29-05-2008, 11.47.46   #29 (permalink)
bside
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

Citazione:
Originalmente inviato da frollo
Pensare di poter "cambiare la testa alla chiesa" mi sembra ingenuo...
Il problema non è solo quello che pensa la Chiesa dell'omosessualità (che va comunque contrastato in quanto alimenta e è alla base dell'intolleranza, della discriminazione e indirettamente dell'odio e della violenza). Se la Chiesa parlasse e si rivolgesse solo ai fedeli potrei darti ragione. Ma il problema è che la Chiesa fa pressioni e ingerenze di ogni tipo per impedire l'approvazione di provvedimenti o leggi che vanno contro i propri insegnamenti. E' questo che non è accettabile e che si contesta. Non si limita a sostenere certe idee ma si adopera perché tutti siano costretti a seguirle: credenti e non credenti. Il riconoscimento delle unioni gay non tocca la vita e la libertà di chi gay non è, perché dunque dovrebbe essere impedito? Ma perché si vuole limitare la libertà di scelta delle persone e imporre il proprio modello di vita. Il concetto è che tu non devi vivere come vuoi tu, ma devi vivere come ti dico io, perché io sono depositario di una verità assoluta e infallibile che mi porta a decidere come sia giusto vivere.
Sull'omosessualità esiste moltissa ignoranza e non si fa informazione. Si sente parlare praticamente solo la Chiesa che un giorno sì e uno no ha da tuonare contro i gay e ha pure la faccia tosta di venire a parlare di rispetto!
Come puoi pensare quindi che i gay si disinteressino delle dichiarazioni del papa? Purtroppo ci riguardano e riguardano tutti quelli che hanno a cuore la laicità dello stato.

Riguardo al resto che ho letto, mi sfugge il senso della discussione. Si parlava di omosessualità e Chiesa e si è finiti col parlare delle abitudini sessuali degli omosessuali citando "statistiche" che trovo semplicemente ridicole.

Le statistiche sul mondo omosessuale che sono molto probabilmente basate su interviste e dichiarazioni volontarie sono le meno attendibili! Che tipologia di persone è stata intervistata? Gente che tiene la contabilità annuale dei propri patner? Demenziale! E poi in quali contesti e luoghi sono stati effettuate le interviste? Moltissimi gay non frequentano locali gay o frequentano occasionalmente. Se voglio fare uno studio sulle abitudini sessuali degli eterossesuali intervistando frequentatori di prostitute, avventori di night club, scambisti di coppie, probabilmente otterrei risultati analoghi, ma che non sono certo rappresentativi dell'universo eterosessuale!
Per non parlare poi della percentuale d'errore di questi studi che non viene mai dichiarata. Ma non esiste infatti la possibilità che alcuni/molti dichiarino il falso? E se il 50% degli intervistati dichiarasse il falso, le conclusioni dello studio verrebbero completamente stravolte. Mi chiedo davvero come si possa avere la presunzione di conoscere le abitudini sessuali di tutti i gay quando nemmeno se ne conosce il numero in Italia e nel mondo!


Io penso che la mia esperienza diretta sul "campo", per quanto parziale sia sicuramente più significativa. E la mia esperienza mi porta a credere e ritenere in tutta tranquillità, che la maggior parte dei gay cerca stabilità affettiva esattamente come una qualsiasi altra persona eterosessuale. Il bisogno di unione e relazione esiste anche tra gay ed è molto forte. Che poi uno non la trovi o abbia difficoltà a trovarla è un discorso a parte che secondo me merita di essere indagato.
Penso infatti che certe difficoltà e certi fenomeni collegati siano proprio indotti della repressione sociale che costringe le persone alla ghettizzazione, al vivere nell'ombra, alla frequentazione esclusiva di posti gay che sono in prevalenza per ovvie ragioni luoghi di divertimento: bar, discoteche, ecc. dove si realizzano un certo tipo di dinamiche sulle quali poi molti per mancanza di alternative valide e migliori, finiscono con l'adagiarsi. Il resto lo fa l'abitudine.
Se fosse altrettanto facile conoscersi e incontrarsi nella vita di tutti i giorni, senza mistero, l'esigenza di frequentare certi posti verrebbe meno e con essi i fenomeni ad esso collegati.
Ma se la società non dà la possibilità di sviluppare una unione sentimentale in sicurezza senza discriminazioni, a due uomini cosa altro rimane se non il soddisfacimento delle pulsioni sessuali? Quali sono le altre alternative quando si vive in un contesto che non concede altre opportunità di crescita. Una coppia gay è sola nella società, non può vantare una rete di protezione come quella per una coppia etero. E se le famiglie eterossesuali sono in difficoltà come da più parti viene detto, figuriamoci come possono passarsela quelle gay!


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