Madri o puttane
(tertium non datur)
Le ultime proposte del governo in campo legislativo che vanno a disciplinare e ri-figurare il ruolo della donna nella società delinenano un aut aut vistoso che si risolve in una bipolarità solo apparentemente conflittuale, in realtà inter-dipendente. Le Madri da un lato, le Puttane dall'altro.
La Madre rappresenta il perno riproduttivo di una cellula familiare eterosessuale, legalizzata dal (sacro) vincolo matrimoniale, elasticamente adattata alla flessibilità ed al part-time lavorativi (spacciati come funzionali ad un più umano ritmo di vita); la Madre è caldamente esortata a partorire almeno due figli/e, ed in questo è supportata dalle tecniche di procreazione assistita, debitamente regolamentate al fine di essere disponibili solo nel contesto familiare sopra tracciato. La Madre non dovrebbe esistere senza il Marito, non sarà aiutata (né a procreare, né a sostentare se stessa ed il proprio figlio o figlia) se accanto a lei non dimorerà un legale consorte maschio. Se farà ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita, la Madre dovrà partorire un figlio o una figlia che rechino nel loro patrimonio genetico l'indiscutibile impronta di entrambi i genitori, per mantenere l'identità biologica e spirituale del nucleo familiare. La Madre Italiana dovrà impegnarsi a procreare la specie di modo che la popolazione nazionale non veda un progressivo incremento dei Figli non-Italiani. La Madre dovrà prendersi cura dei propri figli e figlie, cavarsela da sola nel caso questi presentino problemi fisici o caratteriali, eventualmente associandosi con altre Madri per creare dei gruppi di sostegno auto-organizzati; la Madre dovrà anche occuparsi degli anziani ed anziane di casa, ed eventualmente (previa un possibile sotegno da parte dello Stato) prendere presso di sè anche anziani e bisognosi di cure provenienti da altri nuclei familiari. La solidarietà tra Madri dovrà supplire all'assenza di strutture istituite dallo Stato a tal fine, del resto quando lo Stato mette insieme tra quattro mura gruppi di persone bisognose di assitenza (ospizi, manicomi, ospedali, ricoveri per senza tetto, centri di accoglienza per extra-comnitari/e, case di rieducazione), non produce effetti rassicuranti, questo le Madri lo sanno, e lo sa pure lo Stato, che usa implicitamente il timore come deterrente, ben accorto a non mettere in questione le radici del timore. Per questo lo Stato si propone anche di non medicalizzare il parto, e facendo perno sull'implicita e non-detta inospitalità dei ricoveri ospedalieri, regala alla Madre un ritorno rapido all'ambiente domestico, risparmiando molti, molti soldi. La Madre è il serbatoio riproduttivo della Società, ri-produce biologicamente, socialmente, culturalmente, economicamente. La Madre sforna la carne dello Stato, rimpolpa le fila dell'etnia nazionale (sempre che recepisca il messaggio dello Stato per cui è bene che l'Altro o l'Altra siano tenuti a distanza di sicurezza), lavora part-time così ha il tempo di curare figli/e, anziani/e, malati/e a cui trasmettere, oltre che la debita assistenza, la buona novella della Famiglia italiana regolare eterosessuale e produttiva.
http://www.peppinabausch.org/madri_putt.html

C'è del vero.
Senzanome anche il tuo contributo mi trova in sintonia,

certo la tua firma è un istigazione

troppo
