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Ospite abituale
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Riferimento: Femminismo
IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.
Violenza contro chi?
«Per ogni donna che viene assassinata, tre sono gli uomini assassinati.»
«Eccezion fatta per lo stupro, più il crimine è violento più ne è probabile vittima un uomo.»
«I maschi sono le vittime principali di tutti i crimini violenti, stupro escluso. Queste violenze (escludendo lo stupro) sono aumentate del 36 per cento. Lo stupro, la violenza di cui sono principali vittime le donne, è diminuito del 33 per cento.»
«Lo stupro rappresenta meno del 6 per cento dei crimini; le violenze di cui sono principali vittime gli uomini costituiscono il restante 94 per cento.»
«L'americano medio ha 1 probabilità su 153 di essere assassinato; un nero ha 1 probabilità su 28 di essere assassinato.»
«Nell'inchiesta condotta a livello nazionale dal dipartimento della Giustizia emerse che, secondo gli americani, se una moglie accoltella il marito e lo uccide, il crimine è comunque meno grave (del 41 per cento) rispetto alla situazione opposta, in cui è il marito ad accoltellare la moglie.»
«Le mogli riferiscono che più facilmente erano loro a colpire il marito, e non il contrario. (Ciò secondo uno studio del National Family Violence Survey condotto su un campione di famiglie scelto a caso.»
«I neri rischiano sei volte più dei bianchi di essere vittime di omicidi. Per il 45 per cento, i maschi neri saranno vittime di violenze tre o più volte.»
Non sono forse gli uomini i responsabili di queste violenze, e tanta violenza è forse un riflesso del potere maschile?
Non abbiamo difficoltà a vedere l'ultimo dato sopra riportato come un riflesso dell'impotenza dei neri, ma raramente vediamo il maggior rischio che corrono gli uomini di essere vittime di violenze che sono un riflesso dell'impotenza maschile. Se sentiamo dire che gli uomini sono le maggiori vittime della violenza, siamo portati a dire: «Ebbene, si tratta di uomini che fanno del male ad altri uomini». Quando sono i neri le principali vittime, ci sembra razzista dire: «Ebbene, sono dei neri che fanno del male ad altri neri». La vittima è vittima, chiunque sia il responsabile della violenza.
Ma perché sono principalmente gli uomini a commettere i crimini più violenti? E un riflesso del potere maschile? Non proprio. I neri non commettono in proporzione più delitti dei bianchi perché hanno maggior potere. La cittadina di Flint, nel Michigan, ci offre un esempio.
A metà degli Anni Ottanta, Flint si trovò ad affrontare la chiusura di un certo numero di fabbriche della General Motors, il che costrinse 30.000 operai a trasferirsi altrove e creò un notevole numero di disoccupati. Intorno al 1985, dunque, una cittadina in cui in precedenza la violenza era assai contenuta registrò un cospicuo aumento non soltanto dei suicidi e dell'alcolismo, ma anche di violenze coniugali, stupri e assassinii. Ben presto Flint raggiunse un tasso di crimini superiore a quello di New York. Furono 285 gli stupri nel 1985, una cifra veramente sconcertante per una cittadina di 150.000 abitanti.
Che cosa possiamo dedurne? Che assassinii, stupri e violenze coniugali, così come il suicìdio e l'alcolismo, non sono che un attimo di potere superficiale che compensa anni di impotenza di fondo. Sono manifestazioni di disperazione di impotenti, ed è questa la ragione per cui sono atti commessi in misura sproporzionata dai neri e dagli uomini.
Il crimine, specie se in qualche modo connesso al denaro, riflette il divario tra l'aspettativa di essere in grado di provvedere agli altri e la capacità di farlo. Infatti, le donne che lavorano e guadagnano abbastanza da soddisfare le proprie aspettative raramente commettono dei crimini. Ma le donne che lavorano e non soddisfano le aspettative commettono un maggior numero di crimini.
Se davvero vogliamo che tra gli uomini i crimini siano poco frequenti come tra le donne, dobbiamo cominciare col non aspettarci che gli uomini provvedano alle donne, così come non ci aspettiamo che le donne provvedano agli uomini.
La nostra invisibile violenza nazionale
«Un uomo fece irruzione in un'aula dell'università di Montreal e uccise delle studentesse. La notizia si diffuse in tutto il mondo e la stampa internazionale riportò il grave incidente come un esempio evidente di misoginia. Il governo canadese spese milioni di dollari per rieducare gli uomini affinché mutassero i loro atteggiamenti nei confronti delle donne. Pressappoco nello stesso periodo, una donna di Chicago (Laurie Dann) sparò a cinque ragazzini delle elementari, avvelenò il cibo in due mense, diede fuoco al Young Men's Jewish Council, bruciò altri due ragazzini nel loro appartamento al seminterrato, sparò al figlio e giustificò l'assassinio di un bambino di otto anni affermando che era uno stupratore. Non una riga, non un articolo sul Chicago Tribune rilevò che tutte le persone uccise o ferite dalla donna di Chicago erano dei ragazzini. Né il governo spese milioni di dollari per rieducare le donne affinchè mutassero atteggiamento nei confronti degli uomini.»
«Durante i disordini che fecero seguito al verdetto contro Rodney King, la polizia uccise dieci persone. Erano tutti uomini. Se quelle dieci persone fossero state dei neri, degli ispanici o delle donne, la cosa sarebbe passata sotto silenzio?»
Perché l'uomo in quanto vittima era invisibile? In parte perché invisibile è anche l'aspettativa sociale che l'uomo - e non la donna - saccheggi i negozi. Il numero delle donne che rubano è inferiore perché le donne hanno maggiori valori morali? Non proprio. Innanzitutto, migliaia di donne si diedero ai saccheggi, ma nessuna di loro fu uccisa dalla polizia. In secondo luogo, pochi uomini si portano a casa un televisore rubato se sanno che la moglie non guarda la TV. Terzo, quando neri e ispanici si diedero ai saccheggi dopo il verdetto contro Rodney King, entrambi i partiti politici intuirono che ciò accadeva, almeno in parte, perché i poveri avevano meno speranza e meno potere. Ma il fatto che soprattutto gli uomini si diedero ai saccheggi non portò nessuno alla conclusione che gli uomini avevano meno speranza e meno potere.
Un tentativo di soffocamento
Uno studente diciassettenne del Michigan cercò di soffocare un insegnante. In seguito, gli insegnanti non ottennero maggiore protezione. Due mesi dopo, un quattordicenne tentò di soffocare una insegnante - nella stessa scuola. Immediatamente la scuola allontanò tutte le insegnanti, riducendo lo staff da venti a nove persone. Ecco l'ineguaglianza: ci si aspettava che gli insegnanti uomini restassero, ma adesso dovevano occuparsi di classi che erano più che raddoppiate. E più una classe è numerosa, maggiore è la probabilità che si scateni la violenza. La protezione data a ogni donna metteva ogni uomo in pericolo - senza il consenso degli uomini.
Punizioni corporali riservate ai ragazzi
In America, le punizioni corporali inflitte a scuola sono ancora legali in ventinove Stati. Ma nella maggior parte dei distretti scolastici in cui si ricorre alle punizioni corporali un insegnante che colpisce una ragazza con la riga rischia di essere citato in giudizio dai genitori. E l'insegnante maschio che colpisce una ragazza con uno schiaffo può dimenticarsi dello stipendio e della pensione. In pratica, le punizioni corporali sono riservate ai ragazzi. In molte scuole si protesta contro la tendenza a picchiare più i ragazzini neri che i bianchi, ma in nessuna scuola si protesta contro la tendenza a colpire unicamente i ragazzi. Non protestiamo contro la violenza diretta contro i ragazzi perché è invisibile.
L'abuso sessuale invisibile
Se pensiamo agli abusi sessuali nel mondo infantile, pensiamo di solito alle bambine, che ne sono vittime nove volte su dieci. In realtà, il rapporto è di 1 bambino contro 1,7 bambine. Di solito pensiamo che chi abusa sessualmente dei bambini sia un uomo. In effetti, ad abusare delle bambine sono di solito degli uomini, ma ad abusare dei bambini sono di solito delle donne - madri, sorelle maggiori, baby-sitter e parenti più anziane. Non possiamo scoprire questa realtà facendo sondaggi presso gli speciali centri perché questi ultimi tendono a rivelare prevalentemente i dati riguardanti le bambine, perché è alle bambine vittime di abusi che offriamo aiuto. Solamente quando i nostri sondaggi prendono in considerazione gli adulti dei due sessi, e a loro rivolgiamo domande parallele sulla loro infanzia, l'abuso contro entrambi i sessi diventa visibile.
Perché chiudiamo gli occhi sugli uomini che hanno bisogno di aiuto in quanto vittime di abusi sessuali, abusi coniugali o di cancro alla prostata, o perché senzatetto? Storicamente, la donna-vittima attrae gli uomini; l'uomo-vittima è rifiutato dalle donne. Persino ai giorni nostri, se la macchina ha una gomma bucata, subito la donna consente a un estraneo di darle una mano. Se è un uomo che buca, raramente una donna si ferma ad aiutarlo.
La situazione degli uomini migliorerà nella misura in cui la società comprenderà che l'attrazione per la donna-vittima è un riflesso della scarsa stima di sé che ha l'uomo: quella sensazione di essere degno di una donna solamente se può fare qualcosa per lei, di essere solo condizionatamente visibile.
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