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Vecchio 29-05-2008, 23.11.25   #39 (permalink)
MaxPayne
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Riferimento: Chiesa ed omosessualità: un'omelia "infelice" a Genova

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Originalmente inviato da frollo
CONTIAMO FINO A 10!

Ti ringrazio infinitamente per la tua magnanimità, e per la tua disponibilità a metterti ancora a discutere con un povero demente come me, con cui ci vuole tanta ma tanta pazienza.

Citazione:
Originalmente inviato da frollo
In un post precedente mi hai "accusato" di un atteggiamento un po' razzista, pensando che io avessi detto che "UN OMOSESSUALE NON PUO' AMARE".
Avevi capito male.

Gentilmente, non mettermi in bocca parole che non ho detto. Io non ho detto, né mai mi permetterei di dare del razzista ad una persona con cui sto discutendo, tranne in casi di palesi dichiarazioni di tal genere. Io ho commentato come non riuscissi nemmeno a concepire il senso del tuo concetto, e credo che ci sia differenza dal dirti che "hai assunto un atteggiamento un pò razzista", che sarebbe un'affermazione abbastanza grave.
Il sogno di far cambiare idea alla Chiesa è utopico, certamente, ma questo non vuol dire che chi è intenzionato a far sì che un cambiamento simile avvenga debba gettare le armi senza nemmeno essere partito.

E ancora, senza nemmeno uno spunto di revisionare anche il tuo ragionamento, mi ripresenti la tua opinione. Bene frollo, ora se permetti, in amicizia e rispetto, conto io fino a venti, e ti rendo pan per focaccia.

Citazione:
Originalmente inviato da frollo
Io infatti sostengo, molto pacificamente che se non posso entrare in un "club", pazienza, me ne cerco un altro, tu invece dici che se non ti fanno entrare in quel club, bisogna mettersi a fare a pugni col proprietario... e in più pensi di me che io voglia imporre il mio pensiero! Singolare, veramente!

CONTO FINO A 20

Sostieni che se ti viene precluso l'accesso ad un determinato club, ti limiti a cercarne un'altro, perché a te, alla fin fine, l'ingresso in questo club a cui ti è stata tolta la possibilità di entrare non interessa un granché. Io invece, al momento in cui mi vedo sbarrata la porta di tale club, mi incazzo come una bestia, e comincio a fare a botte col proprietario. Così tu mi dici che è il mio discorso ad essere prevaricatore. Tu dimentichi, frollo, che ci sono persone, come te, a cui l'ingresso in questo club non interessa, e non avrebbero dunque problemi a cercarsene un'altro per rimpiazzare. Ma ci sono altre persone, rappresentate da me, per cui l'ingresso a tale club è importante, ci tengono molto, e non sono disposte a rinunciarvi, visto che tale impedimento d'accesso viene vissuto come un sopruso. Dunque fanno a botte con il proprietario, finquando tale proprietario si convince e li fa entrare, riconoscendo che forse non era una cosa poi così giusta il volerli tenere fuori. Anche se noi che vogliamo entrare siamo magrolini come tante moschine e il proprietario è un bestione palestrato, forte e muscoloso.


Sùmina, di nuovo, ripresenti uno scenario di degradazione di costumi che non può essere considerato come una serie di ovvie conseguenze l'una dell'altra, che scaturirebbero quasi automaticamente. Gli esempi che hai posto sono, per usare un eufemismo, delle forzature di un processo simile. Sono passi troppo grandi. So bene come oggi anche gli eterosessuali si lascino andare alla gioia dei rapporti con lo stesso sesso per "moda" o per mancanza di materia grigia nella testa (vedete il fenomeno, ormai dilagante, dei ragazzi emo...una situazione stupida e in piccolo, ma che io giudico estremamente pericolosa perché diffusissima tra i ragazzi molto giovani), ma tra il permettere un matrimonio omosessuale, e il permettere che una coppia di lesbiche venga inseminata artificialmente, per poi dar vita ad un figlio che verrà cresciuto in una famiglia tale, il passo direi che è più simile ad un baratro. Sono io il primo a riconoscere come anomala la situazione degli omosessuali; dico soltanto che, al momento in cui ci troviamo di fronte ad una coppia tale, che vuole vivere una vita normale, proprio perché, da un punto di vista puramente umano, non è corretto far pesare loro l'incolpevole diversità da cui sono toccati, bisogna fare in modo che questa coppia possa raggiungere una situazione di normalità, senza dar fastidio a nessuno, proprio perché, se tenute a freno tali pulsioni, se continuamente bloccate, discriminate, crocifisse ed esposte sulla pubblica piazza le reazioni saranno facilmente quelle che gli infallibili sondaggi descrivono, ovvero rifugiarsi in localini porno dove le orgette sono l'attrazione principale.
Con questo non voglio dire però che è giusto contribuire a far dilagare la situazione di anomalia. Gli anomali estitono, ma vanno tutelati e reinseriti nella società cercando di trattarli come normali, grazie all'aiuto della medesima società. Ma far crescere una bambina o un bambino in una coppia di lesbiche o di omosessuali equivale a farli crescere con una forma mentis che accetti un'unione tale come vera normalità, e non come normalità accordata dalla società per spirito di giustizia e aiuto verso chi è diverso. Ed è dunque ovvio che il far crescere dei figli ad una coppia dello stesso sesso non è il passo naturalmente conseguente ad un'unione gay. E' un passo forzato, che si dovrebbe fare infrangendo non un tabù, ma una legge di natura, di morale universale, di etica, di giustizia e di natura fisiologica. Se si nasce omosessuali o lesbiche, o se lo si diventa per traumi e situazioni particolari, pazienza, c'è questa situazione ed è da tutelare. Ma non bisogna ovviamente fare in modo che questa situazione si ricrei volontariamente. Sarei favorevole ai matrimoni gay, ma non a far crescere figli a tali coppie, e né considero questo una conseguenza diretta dell'atto matrimoniale. Bisogna quindi fare in modo che un matrimonio omosessuale, proprio per il suo carattere di fondamento "anomalo", rimanga una questione condivisa nelle mura casalinghe della coppia, e non fare in modo che si estenda alla società secondo quegli schemi catastrofici che hai presentato.
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