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Ospite abituale
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Riferimento: Femminismo
IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.
Il viaggio della II Fase
Abbiamo cominciato mettendo in discussione anche il meglio di ciò che era funzionale nella I Fase. Per esempio, il viaggio dell'eroe, descritto in modo tanto eloquente da Joseph Campbell, era comunque un viaggio della I Fase. E i rituali erano i rituali della I Fase. Sia il viaggio sia i rituali erano il campo di addestramento dell'uomo della I Fase, affinché il maschio si mettesse a disposizione. L'etichetta di «eroe» era l'esca: i protetti mostravano il loro apprezzamento per il protettore affinché questi richiedesse la vita. L'apprezzamento manteneva schiavo lo schiavo. Così, lo abbiamo visto, il termine stesso, eroe, deriva da servo, schiavo e protettore.
Nella I Fase erano necessari rituali strutturali come preparazione ai rigidi ruoli necessari alla sopravvivenza; nella II Fase abbiamo bisogno di rituali di scelta come preparazione ai ruoli mutevoli ora necessari per la sopravvivenza. Nella I Fase per gli uomini non era funzionale essere in contatto con i sentimenti; nella II Fase per gli uomini non è funzionale non essere in contatto con i sentimenti. Nella I Fase affermavamo che avevano un'alta stima di sé gli uomini o le donne che consideravano secondari, rispetto alle aspettative del ruolo, i loro personali bisogni; nella II Fase, la stima di sé comporta il saper negoziare un equilibrio tra i bisogni altrui e i bisogni propri. Nella I Fase, Superman individuava il terremoto esterno e riusciva a evitare che distruggesse la vita della donna amata; nella II Fase Superman individua il terremoto nel suo intimo e usa le sue scoperte per comunicare con la donna (o l'uomo) che ama. Nella I Fase, il sacrificio per la sopravvivenza era nel contempo un mezzo e un fine; nella II Fase il sacrifìcio per la sopravvivenza è un mezzo per un fine diverso, il fine che Joseph Campbell definiva «seguire la propria felicità».
Agli uomini tocca fare l'ultima parte di lavoro perché, come abbiamo visto, il processo per avere abbastanza successo affinchè la donna avesse il tempo di fare il suo viaggio nella II Fase era esattamente il processo che mantenevano gli uomini della I Fase. Le sue entrate facevano sì che lei si potesse permettere il lusso di analizzare ciò che non le piaceva di sé e di lui. Ma lui si sentiva in trappola: temeva, perdendo il successo che liberava lei, di perderla; ma temeva anche che, se avesse continuato a concentrarsi sul successo, lei l'avrebbe lasciato.
Le implicazioni? Se i due sessi non intraprenderanno simultaneamente il viaggio per la II Fase, tendenzialmente produrremo individui della II Fase (di solito donne), ma non relazioni della II Fase. Un'altra generazione soffrirà di solitudine. La donna e l'uomo della II Fase devono pertanto scoprire chi vogliono essere, e poi negoziare la transizione con la famiglia.
Un viaggio nella II Fase non può prescindere dalle capacità di sopravvivenza. Offre però a entrambi i sessi capacità di sopravvivenza e capacità di realizzazione di sé. È forse l'attuale movimento maschile l'inizio, per gli uomini, di uno sviluppo delle due serie di capacità, già da tempo iniziato dalle donne?
Il movimento maschile mitopoetico sta offrendo un contributo positivo?
Il movimento maschile che ha catturato l'attenzione del pubblico (il movimento mitopoetico guidato da Robert Bly) ha aiutato gli uomini ad affrontare il viaggio nella II Fase scoprendo ciò che gli uomini non si sono mai concessi di avere nella I Fase: vulnerabilità, intimità, autodeterminazione e, pertanto, potere reale. Iniziare l'esplorazione al rullo dei tamburi è utile perché aiuta gli uomini a emozionarsi. Iniziare nelle selve è utile perché gli uomini hanno bisogno di cominciare guardando dentro di sé (senza accusarsi) e nell'isolamento, lontani dalle donne, dai bambini, dai genitori, dal lavoro, da tutti coloro alle cui aspettative gli uomini si sono conformati prima di concedersi il permesso di chiedersi chi davvero volevano diventare, e come fare.
I raggruppamenti di uomini sono un passaggio importante alla II Fase perché gli uomini della I Fase non hanno mai imparato a condividere i propri timori con coloro che provano gli stessi timori. Ecco perché, in queste riunioni, gli uomini hanno sviluppato dei rituali usando un Bastone Parlante - un bastone avvolto in un tralcio di vite, simile al caduceo, l'antico simbolo medico, a simboleggiare la guarigione. Perché? Parlare dei sentimenti guarisce, e un sentimento ascoltato guarisce ancora meglio.
Il Bastone Parlante simboleggia l'intuizione degli uomini secondo cui, se un uomo chiede alla moglie e ai figli di ascoltare i suoi dubbi sul fatto di costituire per loro un portafogli, è come se l'IBM si aspettasse dai suoi impiegati di essere ascoltata con amorosa attenzione mentre chiede se continuare o no a produrre computer. Gli uomini stanno imparando che deporre tutte le loro uova emotive nel paniere delle donne e dei figli non aiuta né le donne né gli uomini.
Molte donne temono che gli uomini, quando se ne vanno via per il week-end, si riuniscano tra loro per criticare le donne. Non c'è da preoccuparsi. Gli uomini furono educati per salvare le donne, non per criticarle. Gli sport prettamente maschili non hanno insegnato alla squadra perdente ad accusare l'altra, e neppure a tentare di farla cambiare. Per gli uomini, il miglioramento di sé e la forza non implicano accuse rivolte a uomini o donne.
Il viaggio della II Fase inizia per gli uomini apprezzando il viaggio dell'eroe della I Fase - come la sua struttura, la disciplina il rituale hanno aiutato l'uomo a superare gli ostacoli, a proteggere le donne, a sostenere la sopravvivenza.
Perché il riconoscimento è necessario? Forse necessario non è, ma gli esseri umani tendenzialmente iniziano il processo di cambiamento riconoscendo se medesimi: non a caso i neri proclamavano l'orgoglio nero e «nero è bello»; non a caso le donne dichiararono: «Sono donna, sono forte», e gli uomini ora dicono: «Sono uomo, sono okay». Dopo un quarto di secolo di botte, come inizio non è male.
Come mai il sacrificio maschile è stato più strutturato, più disciplinato e ritualizzato? Poiché un ruolo sociale è più optional di un ruolo biologico, la socializzazione maschile doveva essere particolarmente forte per trasformare un neonato incentrato su se stesso in un adulto pronto a sacrificarsi, pronto a morire perché altri continuassero a vivere. Pertanto, la socializzazione maschile della II Fase esige un confronto particolarmente forte con la tendenza degli uomini a proteggere le donne; esige un confronto con i quattro incentivi a proteggere le donne usati nella società della I Fase per far sì che per gli uomini morire si chiami «gloria». I quattro incentivi con cui gli uomini devono confrontarsi sono:
1. Il rafforzamento sociale della dipendenza degli uomini dalla bellezza e dal sesso femminili.
2. La privazione della donna bella e del sesso con lei finché l'uomo non le garantisce in cambio la sicurezza economica.
3. Status, approvazione e altre «esche» in cambio della protezione offerta alle donne, specialmente se l'uomo rischia la vita o addirittura muore per proteggerle.
4. La combinazione di rituale e religione (per esempio, la circoncisione) che desensibilizza gli uomini al dolore; e di musica e religione (per esempio, The Battle Hymn of the Republic) che stimola gli uomini a sopportare il dolore.
Come prepariamo la prossima generazione a negoziare questi cambiamenti? La priorità assoluta va data alla capacità di modellare noi stessi questi cambiamenti. Ma la priorità immediatamente successiva è il lavoro con il sistema scolastico...
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