Citazione:
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Originalmente inviato da misterxy
Sai a quando risale la prima volta che il sottoscritto si sentì enormemente a disagio nell'ascoltare certi discorsi di stampo femminista?
All'autunno 1976. Avevo 11 anni, frequentavo la prima media e fra i miei insegnanti c'era una allora femminista militante, che ogni tanto ricordava a tutti gli studenti(=i maschi) i soprusi subìti dalle donne nei secoli dei secoli.
E sai a quando risale la mia prima timida "lettera contro" scritta a un mensile? Al 1981. E sai quand'è che "presi fuoco" del tutto? Nella primavera del 1988. (In gran parte mi ero già "incendiato" nel 1986.)
Perciò, immagina quanto veleno femminil/femminista ho assorbito in tutti questi anni.
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Anni fa andai in Tunisia, conobbi una donna rumena che sembrava un'invasata. Andava in giro con i capielli legati su un lato della testa e faceva discorsi sull'eliminazione del maschio.
I miei amici, lungi dal farsi rovinare la vacanza studio da una tipa come lei, la evitarono semplicemente e proseguirono indisturbati lasciando gli uomini tunisini a vadersela con questo flagello umano.
Che poi è quello che ho fatto anche io con i corrispettivi maschili che ho incontrato nel corso della mia vita.
Chissà cosa le era successo nella vita. Sicuramente qualcosa di orribile per aderire a certe istanze.
Siamo in democrazia e tutti hanno libertà di opinione e di espressione.
Ma a volte, quando vedo che gente mentalmente disturbata fonda addirittura del movimenti, di qualsiasi stampo e colore politico, invece di andarsi a curare, quando la follia rischia di diventare collettiva, mi domando se l'atteggiamento più sano da parte nostra sia l'indifferenza...
Perché vedi, quando hai a che fare con persone che hanno qualche disturbo, ti ritrovi a cercare di controbattere razionalmente la loro logica malata.
Ti dico subito che ciò è impossibile, perché loro sono convinti della bontà delle argomentazioni che nutrono e sostengono la loro "malattia".
Si parla di femminismo o di maschilismo nei casi in cui si dovrebbe parlare di narcisismo perverso.
Non è che l'errore sta proprio nelle parole usate per chiamare certe cose?