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Vecchio 02-06-2008, 12.34.56   #3 (permalink)
Anakreon
Ospite abituale
 
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Verginità e menzogne.

Caro Che Tensione,

riferisci:

"Movimenti femministi, politici, media e organizzazioni per i diritti civili insorgono sostenendo che è inammissibile che motivi religiosi possano venire usati per ripudiare una moglie.”.


Non mi pare che lo stato di verginità abbia più a fare con la religione d’un dio, che con la morale umana o con la buona fede degli sposi:
qualunque sia l’opinione circa la verginità, che possiamo ciascuno avere, è difficile negare che, se alcuna donna afferma essere vergine e mente, non è cosa lieve ch’ella abbia mentito circa sé stessa a colui, col quale vorrebbe perpetuamente convivere; dunque mi pare che il marito non abbia torto a lamentarsene, se non per la verginità in sé, al meno per l’offesa della sua buona fede.

D’altronde, è opinione comune dei giurisperiti che, quando una parte menta su cose stimate dall’altra parte essenziali, per la stipulazione d’un qualsivoglia negozio giuridico, questo possa essere dichiarato irrito e nullo per colpa del mentitore:
si potrà lamentare che per alcun uomo la verginità della sposa sia cosa grave, ma, se pur fosse stimata cosa lieve, sarebbe pur sempre cosa grave il mentire circa sé stessi, carpendo l’altrui buona fede.

Ciò vale quale che sia il dio che veneriamo ed anche se non ne veneriamo alcuno, perché essere in buona fede e non mentire sono, a ben considerare, tra i fondamenti del vivere civile.

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