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Riferimento: Da esperienze di vita: - Una vita come tante - di Chiara.
Chiara, la tua amarezza di vita, che trapela e si sente benissimo da quello che hai scritto, è collegata alla vostra "sfortuna" (parlo dei ventenni) di esser nati dentro un periodo che sta a sua volta dentro la pancia dell'inarrestabile mostro delle nuoveformedicomunicazione. Personalmente, non sono mai riuscito a vedere questo mostro sennon come una chimera in forma di incubo invece che di sogno. Questa chimera composta di cellulari, dello stesso internet, del linguaggio fashion, dei cocktail's, questa chimera dicevo è arrivata anche nei paesini, e dopo aver sgranocchiato il buon vecchio babau, si è mangiata le biciclettate nel bosco dall'uscita di scuola fino a cena, i capannini tra i campi (chi sa + rubare con coscienza un pò di uva ai contadini?), il pallone (supertele) 20 contro 20, i bar pieni di gente (che a carte ci giocano per cultura e AMICIZIA, non per noia) e tutte le Estati che erano dentro le canzoni fino alla fine degli anni '80. Stasera forse c'era lo stesso vento di quei Luglio che riuscivo a percepire benissimo come VITA (chiamatelo pure tutt'uno con la NATURA), dico forse perché il pianeta non è ancora del tutto morente di emanazioni, eppure il mio sentore è stato solo un pallido eco di quello che mi rimbalzava dentro un tempo. Non è solo perdita dei 20 anni (io ne ho 34), per questo realisticamente ti posso dire di non preoccuparti, è proprio perdita dell'atmosfera umana, che interferisce sul sentire di ognuno. Probabilmente il solo modo che c'è oggi di RiAvvertire qualche "Good Vibration", anche se senza quegli ingredienti che ho elencato sopra, è davvero trovare dei ritagli di tempo personali lontani da certe pertubazioni, e fortuna sarebbe che tali luoghi naturali non siano già presi di mira da certi esseri. Perché Prima, gli unici esseri che potevano fare paura a dei bimbi di 11 anni che volevano andare ad avventurarsi in un bosco, erano i cinghiali...
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Possiamo solo essere Artigiani di parole.
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