Citazione:
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Originalmente inviato da epicurus
Ciao Dubbio, grazie per la risposta. 
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è un piacere
Mi sono dimenticato di porre in evidenza i quattro principi di Socrate che ho certato di valutare nel mio precedente post
che sono (presi dal tuo articolo):
I principi base di Socrate:
a. “Non bisogna mai agire ingiustamente” ;
b. “Non bisogna nemmeno rispondere a un’ingiustizia con un’altra ingiustizia”;
c. “Se si ammette che una cosa è giusta, bisogna farla”;
d. Lo stato è necessario per il vivere dell’uomo .
Con questi principi si può giocare ulteriormente formulando altre deduzioni non-logiche e contradditorie tra loro.
Per esempio si può dire che: Non bisogna mai "mangiare" di piu di quello che serve per vivere
Poi lo confrontiamo con: mangiare è necessario per vivere dell'uomo
e fin qui mi sembra che vada bene...
ma se diciamo anche che:
<<Se si ammette che il cibo è buono bisogna mangiarlo>>,
ammettiamo che si può mangiare anche di piu di quello che serve per vivere perchè il principio che un cibo sia buono porta alla conseguenza che bisogna mangiarlo.
Allo stesso modo Socrate difronte alla palese contraddizione tra i principi primi (Mai agire ingiustamente e Lo stato è necessario) agisce intuitivamente ma senza sbagliare perchè nessuno poteva contraddirlo. Non esiste alcuna logica che porta alla verità o falsità di un comportamento partendo da quei principi.
Tu dici:
Citazione:
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Originalmente inviato da epicurus
Il principio (d) mi sembra chiaro a sufficienza così com'è: "Lo stato è necessario per il vivere dell’uomo" significa che finché c'è l'uomo (e finché l'uomo vuole vivere) non può essere che non ci sia lo stato.
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e questo è un principio abbastanza chiaro.
poi tu dici:
Citazione:
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Originalmente inviato da epicurus
Innanzitutto stiamo parlando si un sistema deontologico, cioè un sistema che vuole parlare di ciò che è permesso, ciò che è obbligatorio e ciò che è proibito (quindi non parliamo di possibilità/necessità/impossibilità logica).
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a questo punto vorrei comprendere bene: il principio "Lo stato è necessario per vivere dell'uomo" così com'è, vuol dire che, come tu affermi giustamente, l'uomo non può vivere senza stato, quindi non è "permesso" all'uomo vivere senza ( i miei concetti di logicità non sono all'interno dei principi, che diamo per "veri", ma alla deduzione finale partendo da tali principi)
Ora qui credo le strade si dividono: Socrate direbbe forse: lo stato è un gradino superiore all'individuo, quindi mentre l'individuo non può agire ingiustamente lo stato potrebbe visto che è necessario. Ma non solo... piu giu ne indico un altro forse credo piu importante.
Qualcun altro potrebbe invece supporre (come credo tu faccia) che lo stato deve sottostare al primo principio (a) e quindi non essere ingiusto.
Io noto qui (da qui l'intervento nel mio primo post) che Socrate deduca, intuitivamente ma senza una verità logica , che è bene sottostare alle ingiustizie dello stato perché lo stato è necessario al vivere dell'uomo. Se l'individuo si sottraesse dall'ingiustizia dello stato si scontrerebbe addirittura contro due principi primi, ovvero:
1)dovrebbe vivere fuori dello stato (che è necessario) e in piu 2)commetterebbe l'infrazione del secondo principio secondo il quale “Non bisogna nemmeno rispondere a un’ingiustizia con un’altra ingiustizia”.
Chi invece sostiene (come credo dica tu) che l'uomo deve sottrassi dalla ingiustizia dello stato perché lo stato deve ottemperare al primo principio deve anche ammettere che addirittura due principi non devono essere piu validi ( il secondo e il quarto).
Quindi io ne deduco che nessuno ha ragione in modo netto, ma numericamente avrebbe ragione Socrate, poiché è ammessa (implicitamente) solo l'eccezione che lo stato può agire ingiustamente; se viceversa Socrate fosse evaso, avrebbe dovuto poi ammettere che non uno ma ben due principi non erano piu validi, cosa che sarebbe illogica o come diremmo oggi, forse meglio, proporzionalmente sbagliata. Il principio "c", per esempio, è a favore di Socrate, perché lui ha già dedotto che è meglio ammettere (implicitamente) che lo stato può sbagliare (l'eccezione ad un principio) anziché ammettere che due principi siano sbagliati. Per questo non ritiene che sia giusto evadere, altrimenti avrebbe seguito il principio "c".
Spero di essere stato chiaro
ciao
