Citazione:
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Originalmente inviato da epicurus
Socrate può rimanere uomo retto e non rinnegare il proprio stato. Cioè (a) e (d) sono consistenti tra loro, quindi è consistente anche il sistema deontologico di Socrate.
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Non comprendo. Questo è il fulcro di tutto il mio discorso dal quale ho sottratto tutte le deduzioni di Socrate che ho creduto marginali.
Mi sono basato sui principi primi,che non discuto non perché penso siano effettivamente veri, ma perché sono per Socrate i principi primi da seguire.
Quindi se lo stato fosse (come si presume) necessario ma ingiusto, Socrate deve decidere quale dei due scegliere nel caso lo stato si manifestasse ingiusto; se fosse invece giusto non avrebbe problemi a seguirlo.
Se segue il ragionamento, che mi sembra tu faccia, secondo il quale lo stato ingiusto deve essere "rinnegato" non capisco come faccia poi a
non rinnegare lo stato. Questa è una contraddizione.
Lasciamo stare i ragionamenti o le idee del tempo ecc. ci dobbiamo basare solo sui principi primi.
Il concetto che ne ho dedotto è che Socrate ammette implicitamente che lo stato può essere (qualche volta) ingiusto poiché se non lo facesse dovrebbe
rinnegare due principi anziché uno solo. Dovrebbe rinnegare che lo stato è necessario perché poi dovrebbe vivere senza, e dovrebbe rinnegare il principio che "
nemmeno bisogna rispondere a un’ingiustizia con un’altra ingiustizia”. Tu potresti obiettare che evadere non è un'ingiustizia se uno si sottrae ad una ingiustizia. Ma questo è un ragionamento che non sta in piedi, perchè lo Stato fornisce delle regole e bisogna rispettarle; evadendo non si rispettano piu le regole e quindi si commette un'ingiustizia a prescindere che lo Stato abbia agito giustamente e giustamente.
