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Originalmente inviato da albert
Mi pare di capire (correggimi se sbaglio) che stai dicendo che di un linguaggio rigoroso sono possibili diverse interpretazioni in un linguaggio non-rigoroso (linguaggio comune).
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Correggo (non l'avevo fatto prima perchè mi è sfuggito)! E' quasi il contrario.
Mi ha illuminato l'esempio portato da Crono80.
Si parte dal concetto umano di realtà che si esprime attraverso un linguaggio (comune). Attraverso la matematica troviamo un linguaggio rigoroso e poi lo "verifichiamo" attraverso la fisica.
Il problema è che il cerchio può non chiudersi, e il linguaggio umano (e il suo senso di realtà) può non identificarsi con la verifica fisica. Ecco perchè ho portato come esempio due linguaggi rigorosi matematici che portano a definire (in modo indeterminato) due tipi di realtà come le ampiezze di probabilità e le probabilità classiche (esempio che mi sembrava il più vicino al concetto che volevo esprimere).
Quindi, rispondendo alla tua domanda, da un linguaggio rigoroso non si ricavano diverse interpretazioni. Al contrario, secondo me, è attraverso l'interpretazione che sosteniamo un linguaggio rigoroso come "modello" piu prossimo a quello di "realtà".
Noi esprimiamo infatti (così credo), attraverso la matematica, sempre "modelli" più prossimi alla realtà, che possono corrispondergli più o meno fedelmente. Ma il senso di realtà è sempre legato in prima istanza alla meta-fisica (termine che ricopio da Crono) e poi al linguaggio matematico, quest'ultimo non sempre è legato alla verifica sperimentale.
Cosicché abbiamo tre linguaggi che si intrecciano. Dire che spetta alla fisica dichiarare la verità o la falsità è un "metodo" di lavoro. Fatto sta che il concetto di realtà (meta-fisico) può essere legato anche ad un concetto matematico ma questo può non avere avuto una verifica sperimentale.
A questo punto tutto dipende dal concetto di realtà che riusciamo a concepire; questi concetti ora li appiccichiamo ai linguaggi matematici,ora li riserviamo solo alle future sperimentazioni. Qual è il linguaggio preminente tra quello mentale,matematico e fisico?
La matematica può anche essere concepita come un mondo a se, che va solo scoperto e che può non essere direttamente legato al mondo fisico . La fisica è quella parte della realtà che ci è piu vicina. La mente invece esprime un linguaggio in grado di mediare tra i due mondi... ma spesso riesce anche a trascenderli.
A questo punto ritengo che sia solo questione di interpretazione o di "metodo". Il metodo scientifico è certamente quello che ha dato piu risultati, ma senza l'apporto dell'interpretazione (per esempio l'ingresso di una nuova teoria basata su un nuovo modello matematico) non avremmo possibilità di concepire la realtà in modo differente da quello che "fisicamente" ci appare. A quel punto l'interconnessione tra mente,matematica e fisica diviene un rapporto dinamico in grado di portare il concetto di realtà verso una più rifinita identità.
[p.s. ho fatto l'esempio della teoria dei molti mondi perchè lì si evince nettamente come un modello matematico, unico alla nostra capacità di intendere un mondo "reale" differente da quello fisico, fa sorgere un'idea appunto di una realtà differente... chi riuscirà meglio a concepirla, anche attraverso la matematica, troverà il modo, forse, di verificarla sperimentalmente... ma se è reale lo è sempre, anche ora, come lo sono tutte le idee matematiche nel mondo platonico, e questo lo dobbiamo alle possibili interpretazioni del concetto di "realtà" e ai modelli che gli affibbiamo]
