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Originalmente inviato da albert
Cioè gli dici di fare due operazioni, che un umano normalmente vedrebbe come collegate, e vuoi che capisca che deve collegarle e metterle in un certo ordine.
A parte che non è nemmeno detto che ogni umano li vedrebbe collegate …
Credo che in un eventuale programmone di simulazione del comportamento umano si potrebbe inserire un’inferenza di questo tipo: se ti chiedono informazioni su un posto assieme ad una richiesta di prenotazione, è probabile che la richiesta di prenotazione riguardi proprio quel posto
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Caro Alberto ciao, prima di tutto mettiamo in chiaro che non stiamo valutando la coscienza, poichè io potrei dirti che un'onda sinusoidale,che produce un suono puro, provoca uno stato di coscienza. Che calcolo dovrebbe fare il cervello perchè un'onda così semplice diventi coscienza? Siccome non sappiamo da cosa dipenda la coscienza io sto supponendo che un onda sinusoidale impressa su un pc, in qualche modo, provochi uno stato di coscienza. Quindi se io spiego ad un pc il senso di una frase, fatta di simboli, presumo che lui mi "comprenda" come se fosse cosciente. Ugualmente se io gli indico una parola come "aereo" devo evidentemente spiegargli cos'è (esperienza), ma può espletare un compito razionalmente anche senza l'esperienza (vedi matematica).
In secondo luogo, hai detto che neanche un uomo sarebbe certo del risultato (ed infatti confermo la penso pure io così, ma intanto l'uomo decide), però poi mi hai parlato di probabilità. Qui dissento un pò. Tu credi che il nostro cervello si basi esclusivamente su un calcolo delle probabilità?
Ricordiamo che stiamo valutando il comportamento umano, e che il linguaggio sia senza fraintendimenti come quello computeristico.
Se il foglietto fosse, per esempio, letto da una segretaria innamorata del suo principale (che le prescrive i due comandi) pensi che le probabilità sarebbero differenti? E in che modo un pc riuscirebbe a calcolare quanto ama la segretaria e quanto alzerebbe la probabilità di un risultato invece di un altro? Un altro esempio: la segretaria (che dovrebbe essere in questo gioco rappresentato da un computer pensante) sta ascoltanto musica rock e si sente eccitata, quali probabilità ci sono che scelga un risultato anzichè un altro? Oppure, è stata piantata dal proprio fidanzato e si sente "depressa", quale sarebbe la probabilità che scelga un risultato anzichè un altro?
Ti sto proponendo tutti sentimenti prodotti da dei fatti vissuti coscientemente:innamoramento, depressione, l'eccitamento. Poi bisogna unire il tutto con il senso del dovere, la fiducia, la paura ecc.. Alla fine troviamo anche la logica, l'intelligenza e il raziocinio.
Prima di ogni cosa quindi bisognerebbe stabilire se tutti questi stati di coscienza siano "calcoli", come l'innamoramento: è un calcolo? Diciamo di no, ammettiamo che sia solo uno stimolo.
Però è uno stimolo che porta ad uno stato di coscienza, come per l'onda sinusoidale, quindi dobbiamo metterla nel conto se vogliamo fare il calcolo delle probabilità. Giusto? Se pensiamo che uno stimolo come l'innamoramento possa cambiare i rapporti e le probabilità, non possiamo non tenerne in conto se vogliamo ottenere un comportamento umano.
Quindi, riassumendo, dobbiamo intenderci sul concetto di "calcolo della probabilità". A me sembra che piu che calcolo quello che vivrebbe la segretaria (e il computer pensante) sarebbe un vero e proprio caos, pieno di stimoli e di "fraintendimenti" (al contrario della necessità che avrebbe un computer per espletare il suo compito).
Alla fine però ammettiamo che tutto sia un calcolo, e che il computer faccia la media di ciò che sta provando. Come lo programmi un innamoramento? Una depressione (o semplicemente una "tristezza") o un eccitamento?
Ma soprattutto, come se lo procura un eccitamento un computer? (stiamo sempre ipotizzando che siano tutti stati di coscienza). E come si potrebbe innamorare? Come diventare triste? In che modo possiamo incuterGli il senso del dovere? O come può sentire la "fiducia"? O la paura?
E come quantificarle? Se non riusciamo a calcolare il peso di questi stimoli nel computo delle probabilità possiamo sin d'ora dire che non è possibile specificare alcuna probabilità certa, poichè non conosciamo tutti i dati iniziali (quindi ciò non è computabile, sempre che si riesca a computare l'innamoramento e si riesca a scoprire quanto conta per il calcolo finale)
Alla fine possiamo tirare le somme e calcolare le probabilità.
Ma limitiamoci alla sola logica e alle sole associazioni verbali e simboliche, possiamo dire che sicuramente un computer avrebbe modo di associare un termine con un altro se è stato abilitato a farlo. Nel caso da me proposto però non gli è dato di saperlo, lo deve dedurre. Deve intendere (comprendere) che è possibile una associazione e deve scegliere di procede oppure no.
Se tu mi dai un comando: compra un biglietto aereo e prenota un albergo
io sto "comprendendo" tutti questi simboli singolarmente: biglietto, aereo, prenotazione, albergo
Quando tu mi dai il secondo comando: scegli il posto piu bello da visitare
io sto comprendendo: posto, bello, scegliere, visitare
Potrei però associare biglietto a bello, prenotazione con posto, oppure potrei associare compra l'aereo e visita un bello (meglio una bella...si quella è un'associazione che farei

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Le associazioni, come anche da te ricordato, possono essere milioni, forse miliardi o miliardi di miliardi, ma alla fine è il senso della frase che va "compreso". Se uno non comprende il significato delle frasi, come fa ad associarle?
Per evitare che un computer faccia associazioni strambe, non attinenti al significato dei due compiti, deve comprende il significato delle due frasi intere, e i compiti possono essere milioni e non si possono imboccare tutte a priori. Potremmo provare a fargli leggere due interi libri per vedere se comprende se sono associabili oppure no e in cosa.
La particolarità dell'esperimento infatti è che il computer non deve aver fatto mai un'associazione simile, deve procedere per intuizione. Non gli si deve imboccare che le due frasi siano associabili, lo deve comprendere, altrimenti che esperimento è?
Tu puoi sicuramente obiettare che le nostre associazioni siano tutte a priori, previste o prevedibili. Non credo sia vero, potremmo guardare un ponte, per esempio, e associarlo ad una culla, la stessa frase "scegli il posto piu bello da visitare" è possibile associarlo invece che a un viaggio e a una vacanza, alla individuazione di una masseria nelle vicinanze, e la visitazione si può intendere alle godurie caserecce.
Un computer avrebbe molte scelte possibili da fare e tutte con la stessa probabilità. La mente umana però sembra saper non solo collegare ma anche "completare" le informazioni mancanti per giungere a comprendere l'intera sequenza delle frasi. Quindi probabilmente il computer dovrebbe non tanto calcolare le probabilità ma completare ciò che manca per giungere ad una associazione plausibile. In pratica deve comprendere non solo la singola associazione, gruppi di frasi, pagine intere di proposizioni, ma deve anche intendere il "contesto" dentro cui sta agendo; dopo deve estrapolare le associazioni piu plausibili e decidere come agire.
E qui credo si possa fare un esempio chiarificatore di tutte queste cose fin d'ora dette.
Tempo fa lessi un libro in cui si ricordava un esperimento con uno scimpanzè. Lo scimpanze era in una stanza vuota dove aveva una banana appesa ad un soffitto che non poteva essere raggiunta. Ad un angolo della stanza c'era una scala. Evidentemente lo scimpanzè probabilmente aveva già usato la scala altre volte e sapeva l'importanza della banana. Quindi conosceva singolarmente le loro finalità, ma in quella situazione particolare associare la scala al raggiungimento dell'obbiettivo sarebbe stata la prima volta. Mi sembra invece che tu presumi che l'associazione: prendi la scala e raggiungi l'obbiettivo, sia "ovvia". A me invece non sembra ovvia, ecco perchè chiederei al computer di fare una associazione come se fosse la prima volta. Infatti se uno scimpanzé fosse stato educato a prendere la scala per raggiungere l'obbiettivo sarebbe stato come addestrare i cani a dare la zampa in alcuni momenti. Ovvero educhiamo il soggetto a fare "quella particolare associazione". Invece l'intelligenza dovrebbe esprimersi nella possibilità di fare associazioni senza che sia prevista una precedente sperimentazione. Ecco perché credo che un computer che conosca i concetti di aereo, viaggio, pernottamento ecc. ma non avesse mai tentato di fare associazione tra loro, avrebbe difficoltà ad associarle in un dato momento tra loro e decidere di scegliere un posto bello e prenotare un aereo e un albergo per quel posto.
Come da te espresso nell'articolo un computer non deve essere soggetto a fraintendimenti; nella esperienza dello scimpanzé non ve ne sono, c'è solo una via per trovare la giusta soluzione, ma per tutti gli esperimenti dovrebbe valere la stessa premessa: le associazioni devono essere nuove e mai provate prima. Io presumo che se il computer non fosse minimamente cosciente non avrebbe modo di fare una sola associazione nuova e intelligente (cioè per il fine che ci si prefigge di raggiungere).
ciao
