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Vecchio 02-10-2008, 16.35.20   #18 (permalink)
Il_Dubbio
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Riferimento: Un linguaggio senza fraintendimenti

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Originalmente inviato da albert
Scusa il ritardo con cui rispondo … forse post più brevi potrebbero agevolare la discussione

cercherò di essere brevissimissimo


Citazione:
Originalmente inviato da albert
Penso che sarebbe opportuno inserire comunque una percentuale di imprevedibilità nel comportamento. In che modo? Ci sono le funzioni “pseudocasuali”, con cui in base ad un dato variabile (ad esempio l’ora precisa al millisecondo del momento in cui inizia un’operazione) si ottiene un valore estremamente variabile, e che si può considerare casuale. Ad esempio, se un programma parte alle 12.00.01 ottiene, che so 34578943 e se parte alle 12.00.01 ottiene 76653421. In questo modo si può simulare l’imprevedibilità degli esseri umani.

Non so se ho compreso cosa intendi per "pseudocasuali".
Per tanto la mia riflessione tiene conto della casualità classica (per ora..)
Il fatto che si possa immettere una soglia di imprevedibilità nel comportamento del computer,casuale, non ci indicherebbe se l'imprevedibilità dell'uomo sia casuale... e non "causale" (o meglio, brevemente, con "criterio"). La cosa difficile è sapere non tanto se, ma quanto è alta l'imprevedibilità umana, e in cosa consista (casuale o libera).
Posso fare questa prova: prendo 100 campioni umani e 100 non-umani.

Immetto una soglia di imprevedibilità nei 100 non-umani (50% per esempio)

Uno alla volta chiedo loro di assaggiare il contenuto di uno dei tre bicchieri, e indico uno avvelenato. Nessun uomo sano berrà quello avvelenato (se lo fa presumiamo sia per la sua libera scelta o come presumiamo per una casualità) . Alla fine dell'esperimento dovrei poter controllare i risultati. Se vi sono molti avvelenati tra i computer, e nessuno (io presumo nessuno) tra gli uomini, vuol dire che il criterio della casualità non regge. Non credo serva neanche diminuire la soglia dell'imprevedibilità nei computer se tra gli umani non c'è nemmeno un suicida :P
L'unica cosa è pensare che il suicidio sia così improbabile che dovrei mettere nel computer una probabilità bassissima di suicidio... ma questo escluderebbe la possibilità di includere una imprevedibilità generale. In pratica devo mettere per ogni azione possibile una diversa probabilità di casualità. Questo escluderebbe però a priori che un computer possa cambiare quelle probabilità di per se e generare un'azione di massa di suicidi (come invece alcune volte succede tra gli uomini). Insomma vedo questa procedura..come dire, troppo "macchinosa" .

Citazione:
Originalmente inviato da albert
In modo simile a quello in cui se lo crea un uomo. Partendo da alcune informazioni “cablate” nel programma ed apprendendo a poco a poco – anche in modo pseudocasuale

Su questo farei la stessa ipotesi di prima. Posso anche farli apprendere a poco a poco, ma i computer devono seguire delle probabilità, e una certa soglia di casualità. Non vedo però come possano gestire, autonomamente, il flusso di informazione e con quale criterio. In pratica devono gestire anche le soglie di probabilità; ma come fanno a essere autonome se gli inseriamo le probabilità da seguire... ???

sono stato breve?
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