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Vecchio 20-01-2009, 11.49.56   #1 (permalink)
walter
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Gurdjieff e la conoscenza materiale

in questa pagina è l'articolo che accenna a gurdjieff: http://www.riflessioni.it/esoterismo...astaneda-2.htm
Vi è anche citato un libro molto noto che lo riguarda, "Frammenti di un insegnamento sconosciuto", che da poco ho cominciato a rileggere.
Mi sono soffermato su un passaggio sul quale avrei bisogno di chiarimenti. Gurdjieff affermava che la conoscenza è qualcosa di materiale, e quindi non può essere spartita tra tropper persone, perchè ognuno ne avrebbe una parte talmente piccola da rivelarsi inutile. In questo, aggiungeva, non c'è però ingiustizia, poichè la conoscenza disponibile è quella che altri hanno rifiutato. La norma, infatti, è che l'uomo non voglia conoscere, poichè è faticoso e scomodo, dato che ognuno è affezionato ai propri punti di vista e non ha il desiderio di guardare sè stesso senza mentire.
Confesso che mi è difficile inquadrare la conoscenza in questi termini, anche se il concetto in qualche modo è "attraente". Inoltre, prendiamo il caso di civilità particolormente evolute sul piano della conoscenza (la leggenda si riferirebbe ad Atlantide). Debbo ritenere che in determinate circostanze la "quantità" di conoscenza disponibile sia maggiore o minore?
Insomma, chiunque abbia qualcosa da aggiungere avrà la mia attenzione e il mio grazie.
Walter.
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