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Riferimento: Socrate e la cicuta
1) Le leggi non possono essere sbagliate (non l’ingiustizia delle leggi ma quella degli uomini ha decretato la mia morte)per S. lo stato non è ingiusto poiché ha scelto liberamente di viverci lo conferma accettando la sentenza.
2) S. rompe per primo il patto tra cittadino e stato sotto diversi aspetti:
- contesta le divinità di stato
- contesta la teologia derivanti da tale scelte
- contesta i comportamenti dei cittadini che derivano da tale teologia
- si ritiene guardiano dello stato quando, dato il primo principio ed il primo argomento,
i ruoli sono invertiti.
Ne consegue:
- teorizzazione di nuove divinità
- nuova teologia
- traviamento dei giovani (discepoli)
Ne consegue , dato il suo primo argomento, che lo stato lo condanni.
3) dati il punto 1 2 per lo stato S. Non è un bravo cittadino.
4) argomentazione astrusa; se si ritiene legittimo che un cittadino contravvenga
alla legge poiché, soggettivamente, la ritiene ingiusta si spalancano le porte all’interpretazione
(cosa non data dal momento che si accetta di vivere nello stato) inoltre dato il punto 1 la legge
non può essere sbagliata.
5) le ingiustizie di stato non esistono e tanto meno lo stato può praticare ingiustizia generalizzata,
poiché se cosi non fosse non vi sarebbe processo dato che tutti sono nell’ingiustizia. Esiste il cittadino
che si sente trattato ingiustamente (irrilevante dato il punto 1 e 4).
I punti 6 7 e 8 delle argomentazioni di epicurus partono da presupposto che i suoi punti 1 2 abbiano
dimostrato la legittimità del contravvenire alle leggi, ma come cerco di dimostrare io cosi non é.
9) come sopra qui si utilizza la soggettiva idea di giustizia di S. per indurlo a non rispettare la legge
ma l’unica giustizia da prendere in considerazione è la giustizia della legge sotto la quale ha
liberamente scelto di vivere come da principio 1 e argomento 1 di S.
10) su questo punto cadono sia le mie argomentazioni sia quelle del Sig. Matteo che sono uguali,
con un’unica differenza: io ritengo il giusto e l’errore appannaggio della legge lui, in questo caso,
del singolo, ne consegue che più che argomenti logici, abbiamo utilizzato argomenti: soggettivi, parziali. Infatti Il Dubbio individua contraddizioni che definisce intuitive (e che io faccio derivare dall’impossibilità di nn essere induttivi quando si ragiona attorno ad argomenti come questi).
11) questione non trattabile; il suicidio ha storicamente connotati di nobiltà e spesso praticato per rafforzare i propri principi o per protesta, cosi come assume connotati negativi in conseguenza della cultura alla quale si fa riferimento.
Poiché nel vivere diretto non esiste uno stato tutto giusto o tutto sbagliato, cosi come non esiste
un cittadino tutto giusto o tutto sbagliato dobbiamo accettare la tirannia della maggioranza che altro non è che il sunto di ciò che è giusto o sbagliato per la maggior parte dei singoli che compongono la comunità entro la quale viviamo.
Ecco perché, in riferimento al punto 10, epicurus si trova costretto a ”coniare” un neologismo
metaetica che altro non è, suppongo, che una mediazione tra principi assoluti e applicazione degli stessi nel reale.
salute a tutti
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