28-02-2009, 18.22.46
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#5 (permalink)
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Ospite abituale
Data registrazione: 30-09-2004
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Riferimento: Una religione virtuale
Citazione:
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Mah... .
Quelli che professano una fede religiosa si lasciano guidare dagli insegnamenti morali di quella, che sono sempre più esigenti di qualsiasi morale umanistica.
L' umanesimo morale ha già come riferimento quei diritti universali dell'uomo codificati dalle Nazioni Unite.
Vedi, i dogmi "irragionevoli" non entrano a fare parte della spiritualità profonda mentre quelli che fissano verità credute non sono di peso, al contario sono custoditi dagli stessi fedeli.
La superstizione è una fede malata o infantile che non si sradica con la ragione perché alberga nei meandri complicati della mente. Prova ne sia che "soffrono" di superstizione anche persone di cultura.
Infine anche supponendo che questa specie di "esperanto" religioso che è solo annunciato formalmente, mi sembra di capire, , come potrebbe prendere consistenza reale senza avere qualche principio basilare, senza almeno avere qualche regola morale definita, dei "dogmi" insomma.
E ci sarebbe sempre un elite intellettuale che pretenderebbe di essere più razionale della massa, e singoli individui che per fascino personale o per capacità dialettiche guiderebbero questo movimento.
...E poi ci sarebbero pubblicazioni, libri, comunicazione che la ideologizzerebbero, per volontà di potere e per interesse economico.
Non si chiamerebbe "chiesa", parola di origine greca, ma probabilmente con un'altra parola di origine "americana" che la farebbe "suonare" come nuova mentre in realtà sarebbe sempre la vecchia storia, solo più ingenua... ma l'ingenuità non è una virtù.
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Poi la religione deve toccare i cuori, deve saper far vibrare i sentimenti, deve aver l'eroismo come modello. Questa capacità non si può improvvisare.
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ut unum sint
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