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Ospite abituale
Data registrazione: 17-04-2006
Messaggi: 164
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Riferimento: Soggetti e nuove tecnologie tra dimensione sistemica e nuove socialità.
Citazione:
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Originalmente inviato da La_viandante
Forse in questo momento di profonda trasformazione persino dell’individuo occorre cominciare a reinventarsi già da ora una nuova semantica laddove la realtà non è più come da sempre la esperiamo, ma in un perenne altrove, non luogo
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a proposito di perenne non luogo, di perenne altrove...
ma anche di virtualità e di colloquio fisico.
Da Il corpo, luogo di utopia di Michel Foucault:
Il mio corpo, in realtà, è sempre altrove. E' legato a tutti gli altrove del mondo. E, a dire il vero, è altrove solo nel mondo. Perché è intorno a esso che le cose si dispongono, è rispetto a esso, e rispetto a esso come rispetto a un sovrano, che ci sono un sopra, un sotto, una destra, una sinistra, un avanti, un dietro, un vicino, un lontano. Il corpo è il punto zero del mondo ... Il corpo non è da nessuna parte. E' nel cuore del mondo, questo piccolo nocciolo utopico a partire dal quale io sogno, parlo, avanzo, immagino, percepisco le cose al loro posto e insieme le nego con il potere indefinito delle utopie che immagino. Il mio corpo è come la Città del Sole, non ha luogo, ma è da lui che escono e risplendono tutti i luoghi possibili, reali o utopici.
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... sono il cadavere e lo specchio che ci insegnano, o meglio, che insegnano ai greci e ora insegnano ai bambini, che abbiamo un corpo; che questo corpo ha una forma; che questa forma ha un contorno; che dentro a questo contorno ci sono uno spessore, un peso; insomma che il corpo occupa un luogo. Sono lo specchio e il cadavere ad assegnare uno spazio all'esperienza profondamente e originariamente utopica del corpo.
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E' grazie a loro, grazie allo specchio e al cadavere, che il nostro corpo non è pura e semplice utopia.
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Anche l'amore, come lo specchio e come la morte, placa l'utopia del tuo corpo, la fa tacere, la calma, la rispone come in una scatola, la chiude, la sigilla. E' per questo che è così vicino all'illusione dello specchioe alla minaccia della morte. E se, nonostante sia circondato da queste due pericolose figure, ci piace tanto fare l'amore, è perché nell'amore il corpo è "qui".
E così, se per Marc Augè è il mondo virtuale ad essere il non luogo per eccellenza, per M. Foucault è il corpo a essere il non luogo, o meglio luogo di u-topia.
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Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo
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