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Riferimento: Soggetti e nuove tecnologie tra dimensione sistemica e nuove socialità.
Terminata la lettura di un altro intellettuale che si è speso nel tentativo di analisi su comunicazione e media, Neil Postman, aggiungo qualcosa.
Postman ha la sua giusta dose critica nei confronti dei mezzi di comunicazione, con giusta dose intendo dire che è equilibrato e non scade né nel pessimismo radicale che si avverte tante volte in Bauman, né in tante di quelle risposte che alcuni intellettuali propongono, come per Galimberti il quale ritiene il nichilismo una soluzione, o Severino che appiattisce tutto in un perenne nonsense postmodernista.
Non sottovaluta l’importanza del progresso ma ne vede la necessità di operare una analisi critica, di porsi alcune domande e esortare a che esse occupino spazi pubblici.
Da linguista avverte che, se la semantica è il contenuto delle parole, la comunicazione odierna ne sta sradicando il significato e se le parole smettono di comunicare quello che realmente significano ne deriva una ignoranza sempre crescente, ed una mancata aderenza dell’uomo al suo vivere nell’ambiente.
Là dove, scomparendo man mano l’abitudine alla lettura, rimpiazzata da “informazione” per lo più in forma di brevi slogan, come la pubblicità ed i telegiornali ma anche sempre più spesso i giornali di carta fanno, come anche la rete coi suoi siti nei quali deve presentare i prodotti in brevi accattivanti slogan, o la scrittura sul web che non deve essere prolissa, deve contenere frasi riassuntive e testi concisi, mai perdersi in lunghe dissertazioni, qui si crea terreno fertile per tornare alla vita tribale.
In altre parole la lettura articolata stimola delle capacità che non possono essere attivate invece in altre modalità di ricezione di informazione, media caldi e freddi avrebbe detto McLuhan, del quale Postman è stato allievo.
Ritiene di grande importanza lo studio di quali ripercussioni possa avere la modalità di comunicazione sulla società al fine di imparare ad usarla piuttosto che farsene usare.
In un mondo sempre più tecnologico dove ciò che conta è la velocità, dove l’informazione deve passare nel più veloce dei modi possibili per far posto a quelle sempre nuove (e non lasciando dunque nemmeno traccia nella memoria), liquida direbbe Bauman, io dico frammentaria, Postman dice che non dà gli strumenti adatti a chiedersi il perché di una notizia piuttosto che un’altra. Perché al tg si sente di un kamikaze in un luogo mentre nel mondo gli omicidi sono tanti di più, perché si sceglie quello tra i tanti? Questa domanda raramente ce la poniamo, quando dovrebbe essere invece l’approccio più utile alla nostra formazione di conoscenza.
La comunicazione diventa sempre più stimolo-risposta, senza passare per le vie razionali di riflessione e rielaborazione, la tv parla sempre di più alla pancia e genera reazioni istintive, e per ovvie ragioni inefficaci. Pensiamo alle ronde, il problema dell’immigrazione è da ricondurre a grandi ragioni di globalizzazione, ragioni globali difficilmente risolvibili al livello locale, ma tanta gente è pronta a scendere in strada e fare le ronde, tipica modalità di risposta di pancia e irrazionale e che non risolve nulla, nemmeno placa la paura perché è essa stessa che si autogenera prendendo da se stessa linfa vitale.
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rido di me di te di tutto cio' che di mortale c'e' e che mi piace tanto tanto tanto tanto
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