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Vecchio 04-08-2009, 02.06.35   #3 (permalink)
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?
La possibilità, valutata soggettivamente, di esprimere la capacità di aver compreso.La chance, dunque, di esprimere un proprio "credo".

2) Cos’è per lei l’amore?
La possibilità di esprimere la propria fiducia di aver "sentito" fortemente.La presa d'atto imprescindibile, dunque, dell'altro da sè, referente di quel sentire, quale, cosa, che sia tale 'altro'.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?
La sofferenza è una convenzione se presa come opposto della felicità : esiste cioè un mondo assurdo in cui le due si pospongono, ma non potrebbe esistere un mondo, pur assurdo, in cui le due esistessero l'una senza l'altra.

4) Cos’è per lei la morte?
Un mondo assurdo.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?
Disvelare senso, significato, attraverso metafore conoscitive chiamate vita.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?
Non lo so, ma il fatto che esista la possibilità di porsi la domanda le conferisce da solo significato.

7)Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?
I due termini della questione occupano piani diversi e quindi non sono in contraddizione : noi siamo individui, soli ed egoisti, ma, ovvero solo perchè, in mezzo agli altri.Siamo animali sociali biologicamente e individualisti culturalmente.Non potremmo sentirci soli senza gli altri così vicini.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?
Una, e magari la, base per l'etica è quella che ci fa cercare le ragioni altrui anche nel buio della convinzione più assoluta, non solo tollerarle, non solo evitarle senza nuocere loro.Questo è il bene.L'immedesimazione.L'inferno sono gli altri e gli altri siamo noi.E scansarci non si può.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?
L'ateismo è un corollario della fede e viceversa.E' impossibile non-credere senza l'esistenza del termine credere.La ragione è quella di capire che ove non fossero state create le religioni, dunque deprecandole senza appello in quanto rito illusorio e autoconsolatorio, tautologico e irriflesso, sarebbero al loro posto state create le religioni, in quanto riti illusori e autoconsolatori, tautologici e irriflessi.Se un dogma funziona non c'è bisogno di dimostrarlo.Scienza, ragione e fede si autopostulano, solo su piani e con approcci diversi, 'rimanendo' essenzialmente metafore conoscitive, pretesti per disvelare significato.

10) Quale è per lei il senso della vita?
La domanda è l'oggetto della risposta.
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