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Riferimento: La banalità del sesso
Leggendo l’intervista a M.Puig mi rendo conto di quanto ognuno di noi veda diversamente la realtà a seconda del tempo, della società in cui vive, e sulla base della propria esperienza e storia personale.
C’era qualcosa che mi disturbava nelle parole dello scrittore, ma non riuscivo a capire di cosa si trattasse.
“Nel senso che per me il sesso non ha una trascendenza sul piano morale. È un’attività tanto importante quanto il sonno e l’alimentazione. Rientra dunque nelle funzioni della vita vegetativa ma senza peso morale, senza significato. Allora non può un’attività moralmente banale definire l’identità. Ecco perché dico che l’omosessualità non esiste." M. Puig
Ed ecco che oggi mi sono fatta queste domande:
“Per quanto tempo possiamo resistere senza alimentarci e dormire?”
“Per quanto tempo possiamo astenerci dal far sesso?”
Dunque il far sesso è un’attività importante per la nostra vita, ma non è indispensabile per la nostra sopravivenza come il nutrirci e il dormire.
Ci sono attività che non “rientrano nelle funzioni della vita vegetativa”, ma che ci permettono di migliorare la nostra esistenza: una di queste è l’arte di amare in modo gioioso e sano.
(OH! Intendiamoci, l’alimentazione oltre che indispensabile, può diventare piacevole e raffinata).
Qui sembra quasi che venga descritto il rapporto sessuale tra due persone solo come un atto bestiale, e sporco.
Mi permetto di dissentire sull’uso delle parole “far sesso” preferisco “fare all’amore”.
Direi che (forse per un discorso anche generazionale) condivido in buona parte l’intervento di Expert 37.
L’omosessualità esiste e come. E solo perché non si è in grado di condividere il piacere dell’eterosessualità, non si può infangare l’arte di fare all’amore.
“Si dice che dare un significato morale al sesso derivi da un errore commesso tanti secoli fa da un patriarca nel creare due tipi di donne: la santa a casa e la prostituta nella strada. Per così controllarle. Se lei vede, il peso morale del sesso è sempre stato portato dalle donne. È di una donna che si dice promiscua mentre di un uomo non lo si dice mai e non lo si vede male per un eccesso di attività sessuale, purché non faccia la parte femminile. In tal caso sì. Sia nell’omosessualità maschile che in quella femminile se c’è uno di chiara posizione passiva, che fa insomma il ruolo della donna, viene degradato automaticamente. È la parte del penetrato, della penetrata, che viene sempre degradata. Il peso morale non riguarda mai il penetratore. È, come ripeto, dando trascendenza all’attività sessuale che vengono definiti i ruoli sessuali, altrimenti essi non esisterebbero.” M. Puig
Il peso morale del sesso è sempre stato dalle donne, perché le donne portano il peso della gravidanza e della cura dei figli. Da quando esiste la contraccezione e la donna ha preso coscienza del proprio corpo, anche l’uomo ha modificato il proprio atteggiamento nei confronti dei ruoli, e si sta sempre più attuando la parità tra i sessi.
“Il peso morale non riguarda mai il penetratore” Sono dure e dolorose queste parole, purtroppo rispecchiano vita vissuta per molte persone. Sono convinta che questo modo di pensare sia superato in molti ambiti civili, ma purtroppo non in tutti.
“E’ in un’età in cui si definiscono i gusti sessuali (quindi diciamo tra pubertà e adolescenza) che molti, in seguito alla pressione esercitata dalla società per definire i ruoli, forzano la propria personalità per adeguarsi ad un certo personaggio sessuale già definito a priori. Così io credo che ci sia molta infelicità al mondo per via di questa pressione, culturale, storica, ma artificiale. Suppongo che la verità sia in un indefinito, per tutta la vita.”M. Puig
Prendo spunto da questa pensiero, per sottolineare l’evoluzione della nostra società e di come certe osservazioni possano essere attuali in un determinato periodo storico e non in un altro.
Direi che per molti ragazzi non sia più così, non esiste più la civiltà che vuole definire i ruoli e gli atteggiamenti sociali, , ma la società dei consumi che vuole imporre loro il mercato, e quindi il modo di vestirsi, di fare vacanza e di consumare.
Alcuni omosessuali hanno raggiunto il successo e la notorietà in alcuni campi a loro più congeniali, stanno imponendo la loro cultura e acquisendo potere nella società dei consumi e della superficialità.
Alcuni decenni fa sarebbe stato impossibile ad un operaio/a rivelare ai compagni di lavoro la propria omosessualità, oggi nella maggior parte dei casi non viene discriminato/a, anzi ….viene apprezzato per la sua “diversità”.
In quasi tutti gli strati sociali abbiamo capito che la diversità porta ad un arricchimento della società.
Tutto ciò avviene nell’AMBITO in cui vivo, non è detto che questa sia “la realtà” di tutti.
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