Ho letto con piacere questo dialogo tra Giuliano Fuortes
e Doriano Fasoli.
http://www.riflessioni.it/conversazi...-fuortes-1.htm
L'ambiente trattato profuma di semplice e spontaneo e quindi prezioso e onesto.
“Poesia è la voce, il testo la sua eco”.
Mamma mia, non lo sapevo questo! Doriano, che bel regalo! Beh, lui ha detto molto meglio di me quello che io ho provato a dire all’inizio. La poesia è sintesi, per non sbrodolarsi, per non diventare ridondanti…
Questo scorcio di conversazione ne è l'emblema.
Il poeta in tutto ciò può solo produrre un eco, suggerire una musicalità che smetterà di appartenergli.
Non amo molto l'immagine che si ha dei poeti, ed essi forse non dovrebbero esistere come tali. Se i fiori malati rimangono legati nella banalità al poeta non comprendiamo la poesia, che è condivisione quando è onesta.
"I poeti sono egocentrici, malati patologici e cronici ed eterni infelici". Questo dialogo parla d'altro, parla di poesia creatrice ed educatrice, che disvela tonalità interiori più simili alla fotografia che al verbo.
Bello!
