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Vecchio 03-11-2009, 15.14.06   #12 (permalink)
giannad
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 29-10-2009
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?
Sensazione di gioia, di serenità, di allegria, di pace, che si prova per qualcosa che parte da dentro, come situazione creata da noi o che arriva dall’esterno come situazione creata da qualcuno o da qualcosa.

2) Cos’è per lei l’amore?
Un dialogo sereno e gioioso dello spirito e dei sensi: verso le persone, verso ciò che faccio e verso il mondo.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?
La sofferenza è un passaggio doloroso verso la comprensione di qualcosa di più grande per poter capire il valore di ciò che abbiamo. Ma è anche la conseguenza di cattiveria ingiustificata, alla quale non so dare spiegazione, posso solo prendere atto della sua esistenza e sperare che questo aspetto negativo e anche profondamente umano, nel tempo, negli anni, nei secoli, poco alla volta si riduca. Spero insomma, che l’uomo in generale, si sposti questa condizione di stupidità e comprenda che la cattiveria non serve assolutamente a niente, non ha alcuna utilità in nessun aspetto.

4) Cos’è per lei la morte?
Un posto tranquillo dove posso andare in..” pensione”… dalla vita


5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?
Fino a quando ero figlia il mio obbiettivo era imparare tutto ciò mi serviva per cavarmela da sola. Quando sono diventata madre e mia figlia ha rischiato di morire, io ho conosciuto il vertice del dolore. Ho parlato con il cielo, il mondo e la vita o forse era solo un dialogo con me e ho detto: ” Io so che lei, forse, starebbe meglio in un altro posto o con un’altra madre. Ma se il destino mi farà il regalo di lasciarla con me, io farò tutto ciò che posso per essere una buona madre” . Da quel momento la mia vita ha come obbiettivo continuare ad imparare ciò che a me serve e insegnare a miei figli o a chiunque altro a cavarsela da soli, in ciò che io conosco e posso insegnare.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?
Si, ma possiamo volontariamente ignorarlo o non conoscerlo o conoscerlo in svariare gradazioni.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?
Questa domanda mi mette un po’ in difficoltà perché mi sembra un tantino strana: Secondo me, noi siamo animali di razza umana e volontariamente o per cause che non dipendono da noi, socializziamo o non socializziamo. “La vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri” e chi lo dice? Se dovessi vivere in un’isola deserta e fossi l’unico esemplare umano, la mia vita avrebbe lo stesso scopo di vita di un altro animale unico esemplare o di un’altra pianta unico esemplare. Con la differenza che io essere umano posso lasciare qualcosa di me e della mia esperienza scrivendo e comunicando ad altri che potrebbero venire a conoscenza in tempi successivi. L’involuzione culturale è dovuta a mio parere dal fatto che non ci rendiamo conto che ogni individuo è una piccolissima parte della razza umana e che la razza umana è una piccola parte del mondo animale e vegetale e che essere dotati di maggiore intelligenza non significa che le cose cambiano e che la realtà sia diversa da questa. Che noi siamo intelligenti o siamo stupidi sempre briciole del mondo siamo. Tanto vale che viviamo integrati in modo armonioso in quel mondo senza romperci troppo le scatole fra di noi ( umani ) e soprattutto senza rompere gli equilibri delle altre razze e specie che non hanno colpa.
Fortunatamente,da che mondo è mondo, ci pensa Madre Natura, ogni tanto, a fare le grandi pulizie e a farci ragionare, con la dolcezza o con la forza, su questo aspetto.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?
Chiedendoci se la sensazione che riceviamo ci fa bene o ci fa male nell’immediato, nel prossimo futuro e in un futuro molto più lontano. Solo che con questo ragionamento andiamo a parare su un altro versante e allora è normale chiedersi se il male che proviamo oggi, possa generare il bene di domani o viceversa.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?
L’umiltà nel comprendere il mio limite di essere umano, che può vedere fino ad un certo punto e cioè fino al punto che mi è necessario e più in là non posso vedere, ma nello stesso tempo non mi serve. Basterebbe avere l’umiltà di accettare questa condizione consapevoli comunque di aver fatto il possibile per far diventare noto ciò che era ignoto.

10) Quale è per lei il senso della vita?
La continuità della nostra specie e la sua evoluzione positiva in senso genetico e in senso spirituale. Lo stesso significato e percorso dell’uomo primitivo, dell’uomo medioevale, o di mia madre che mi ha generato. La vita di ciascuno ha un’ inizio e una fine, ma ciò che il nostro spirito e il nostro corpo prendono nel momento della nascita è stato donato da altri vissuti prima e noi allo spesso modo nel nostro percorso di vita offriamo una parte del nostro spirito e del nostro corpo a chi continuerà il cammino dopo di noi. Ma dare la vita e nello stesso tempo un dono. Quando è nata la mia prima figlia mi sembrava un miracolo, eppure l’ho fatta io. Il problema non è capire il senso inteso come significato o percorso , ma in modo pratico e concreto prendere da altri che ci hanno preceduto e lasciare e chi verrà dopo di noi, cose che abbiano senso o meglio che abbiano valore o efficacia, al fine di migliorare in positivo la nostra evoluzione genetica e spirituale.
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