Buongiorno sono nuovo, non vi conosco bene, ho letto solo qualche post precedente.
In particolare quello in cui emmeci si prodigava per la fisica e non per la matematica.( e gli altri attaccavano senza pietà).
Mi sembra abbastanza frequentato spero di trovare qualcuno in sintonia con me per un dialogo dialettico.
complimenti per il nick nicolaj.
Citazione:
Credo allora che «verità» non sia che un termine privo di significato, dal puro utilizzo pratico.
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concordo con albert ma con la necessaria introduzione del concetto di teoria formale ereditata dalla matematica.
Oggi necessaria per fuggire ai relativismi assoluti godeliani.
in poche parole noi siamo d'accordo nel dire che se a=b allora la proposizione è vera.
non ha importanza che lo sia realmente, l'importante è che funzioni.
In particolare si tratta di una funzione significante.
Detto ancor più brutalmente se non fossimo d'accordo su questo non solo non saremmo in grado di parlare di nulla ma cadremmo in quello che la psicologia chiama autismo.
se a=0 allora cadi fuori dall'insieme del Logos (la grande archè dell'umanità)
tutti noi che scriviamo in questo forum siamo dentro a questo insieme formale.
direi che è molto pratico dunque, visto che è immanente a quello che facciamo: lo scrivere.
Citazione:
E mi vorrei spingere ancora oltre, ha qualche senso la proposizione «la verità è vera»?
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Spiegato quello passiamo a quella che è la tua vera domanda.
Ti faccio pero' notare che non usi piu' la parola "logica" significato ma bensì "senso".
E' qui che dunque mi espongo nella difesa del discorso sull'ontologico, chiamato in maniera evidentemente spregiativa metafisico da quasi tutti quelli che hanno partecipato.
Eppure il senso delle cose è la domanda eccellente della filosofia, e da sempre cura principale della filosofia detta principe fra tutte le filosofie appunto la metafisica.
E' il discorso sul nostro esistere stesso.
La frase la "verità è vera?" ha un senso ti chiedi in cuor tuo?
Spinto dalla nostra società Tecnocratica non provi a trovare una risposta nella tua anima ma nella scienza, e quando una volta scivolato su quei freddi ragionamenti logici scopri la totale mancanza di certezza che ne deriva, rimani lontanissimo dall'obiettivo che la stesa scienza indicava come ottenibilissimo.E ancor piu' grave lontanissimo da te stesso.
Dunque la verità è vera non ha senso.
Nel senso che ci porta lontani dal nostro sentirci uomini.
ecco diciamo che il mio è un tentativo goffo di riportare un po' d'attenzione anche sugli uomini.
Citazione:
Da cui mi chiedo anche, ha qualche senso la proposizione «Dio è Verità»?
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...e poichè sono molti a crederci anche sul senso di Dio, che non è poi così lontano dalla filosofia.
Infatti la proposizione così apposta gelata e consegnata alla logica e alle scienze cognitive è evidente che non ha applicazione empirica...non ci vuole un genio...ma possiamo dire che non ha senso quando in miliardi di persone ci credono?Forse varrebbe la prova soffermarsi su queste cose.
Posso dunque concludere che la verità in un sistema formale normativo ha una funzione di praticità assai facilmente evidenziabile, ma il cui senso la tecnocrazia non puo' restituirci.
Cosa che l'ontologia e la teologia riescono sicuramente meglio a fare poichè il loro obiettivo non è raggiungere l'assolutezza derelativizzata (e raggelante) ma il cuore imperfetto degli uomini.
In fin dei conti l'intervento di emmeci è quello che mi è piaciuto di più.
Per lo meno le domande se le fa ancora.
Allora filosofi tecnocratici che mi rispondete?
