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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia
Le neuroscienze sono agli albori, Searle non è un neurioscienziato, i neuroscienziati chiedono aiuto ai filosofi sull'etica dello scrutatore che scruta se stesso.
Faide politiche per le poltrone accademiche?
Porsi un problema etico ancor prima di risultati rilevanti è abbastanza curioso.
Se il dissidio è squisitamente cognitivo, la risposta la diede nietzsche nell'800 e Godel nel 900: ovvero non c'e' nessuna certezza cognitiva.
Questo dissidio filosofia scienza (ma la scienza è una parte della filosofia) è altamente fonte di diletto per tutti noi negli anni a venire.
Se un lettore nella media come me puo' facilmente vedervi i costrutti, mi chiedo come mai il "pensatore" di professione faccia finta di non sapere.
Per parlare praticamente, ad esempio si è scoperta l'esistenza delle cellule specchio nel cervello che autorizzano ad avallare il principio di conoscenza speculativa ovvero imitativa del reale.(in parte alcuni negano l'esistenza di queste cellule)
mi spiegate dove è la faida filosofia scienza? o dove esse vanno a braccetto?
non cambia nulla, una si occupa della fisicità delle cose e l'altra del senso delle cose. Queste strade sono separatissime. Non c'e' bisogno di litigare o di farsi coraggio l'un con l'altro.
Voi direte ma il cognitivismo era la principale delle attività della filosofia...mi permetto di dissentire vivamente.La principale è sempre stata il senso del vivere per se e il senso di vivere per gli altri.La teologia e la Fenomenologia o Metafisica.
Certo fa parte delle debolezze umane far partire tutto da un fondamento certo.
Questo accadrà sempre ma dopo Godel lo si è smesso di fare.
Siamo tutti racchiusi dal Logos. Uscirne si puo' farlo. certo, ma si paga col pedaggio della follia.(e anche qui ce ne sarebbe da scivere)
saluti
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