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Vecchio 26-04-2010, 21.40.23   #21 (permalink)
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
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Riferimento: Esiste la vera libertà o siamo tutti schiavi? (di Marco Zulian)

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
A me sà che la questione della libertà dell'uomo è molto semplice: si puo fare l'analogia con un corpo materiale, magari con tutti i corpi dell'universo: pianeti, stelle, meteoriti, aerei, missili, palloni, spinte, ecc.... in equilibrio piu' o meno statico o dinamico nello spazio piu' o meno vuoto....ma anche sul terreno.....auto di formula uno, ecc... .
Che cosa fanno?
Fanno cio' cui le varie forze d'inerzia, di gravità, di attrito, di spinta, di motori o di vento, di supporto, centrifughe o centripete che siano...ecc......li costringono a fare: vanno nella direzione verso cui prevale la somma vettoriale delle forze in gioco..non c'è scelta!
Noi umani facciamo lo stesso: le forze che agiscono su di noi (singolarmente o socialmente) sono di ordine genetico, sociale, ambientale, politico, srorico/geografico, economico, culturale, filosofico/religioso, esperienziale, emotivo/motivazionale, causale e casuale , ecc...
Forze anch'esse che, sommate vettorialmente, danno, nell'insieme, un esito che ci condiziona.[...]
L'essenza della libertà per esprimersi presuppone la presenza di una scelta, di una chance di libertà contrapposta ad almeno una di non libertà.Diversamente noi saremmo deterministicamente liberi, concetto ossimorico.Dunque, solo vincoli e forze in gioco ci danno la possibilità de la libertà, si può infatti essere liberi solo da qualcosa, nonostante qualcosa, oltre qualcosa.E' l'eterno gioco dell'antinomia in cui si colloca ontologicamente ed epistemicamente l'uomo: nulla esiste se non a partire dalla (solo assieme alla) sua negazione, o dal suo opposto.Così, chiedersi se in assoluto si abbia la possibilità di essere liberi non ha senso, come una serie di altre cose del resto.La libertà esiste, è un fatto, ed è ovviamente relativa.Si tratta solo di quantificare il grado della nostra libertà, pur raggiunta all'interno dell'insieme definito dalla sua relatività.Noi non conosciamo assoluti, nè verità nè libertà, pratichiamo però approssimazioni presunte più o meno plausibili, più o meno coerenti al modello adottato, che però si può sempre cambiare.
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Il principio di proliferazione non soltanto raccomanda l'invenzione di nuove alternative, ma impedisce anche l'eliminazione di teorie anteriori che già sono state confutate.La ragione è che tali teorie danno un contributo al contenuto delle loro rivali vittoriose.(Paul K.Feyerabend, "Reply to criticism")
Questo da solo rende necessarie e da essa inscindibili la filosofia e la storia della scienza.
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